Proposte per rendere più efficiente la PAC

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La Commissione europea ha proposto di ammodernare e semplificare la Politica agricola comune (PAC), al fine di consentire agli agricoltori di rispondere ai segnali del mercato con la massima libertà  .
Le proposte per la modifica dei meccanismi di intervento non costituiscono una riforma vera e propria, bensì un aggiustamento in corso. Si tratta del risultato di un lavoro di studio e analisi della situazione, iniziato nel novembre 2007 attraverso il lancio della cosiddetta valutazione dello stato di salute della PAC, radicalmente riformata nel 2003, nel nuovo contesto dell’Unione allargata a 27 Paesi e in un quadro economico e sociale in continuo mutamento.
Le proposte prevedono, tra le varie misure, l’abolizione della messa a riposo dei seminativi (cioè l’obbligo per gli agricoltori di lasciarne incolto il 10%), il graduale aumento delle quote latte (cinque maggiorazioni annuali dell’1% tra il 2009/10 e il 2013/14) fino alla loro scomparsa nel 2015 e un’attenuazione dell’intervento sui mercati. Sarà   anche semplificato il meccanismo di «condizionalità  », cioè il taglio degli aiuti agli agricoltori che non rispettano vincoli ambientali, di benessere animale e di qualità   alimentare: si prevede di abolire gli obblighi che non sono più pertinenti o il cui adempimento non ricade sotto la responsabilità   dell’agricoltore, introducendo nuovi requisiti per salvaguardare i benefici ambientali del regime della messa a riposo e per migliorare la gestione idrica.
Secondo la Commissione, con questi cambiamenti gli agricoltori saranno liberati da restrizioni e potranno massimizzare il loro potenziale di produzione. La Commissione propone anche di aumentare la modulazione, ossia il meccanismo per il quale sono decurtati i pagamenti diretti agli agricoltori e il denaro così risparmiato è versato al Fondo per lo sviluppo rurale. Questo trasferimento di fondi dovrebbe consentire di affrontare meglio le nuove sfide e opportunità   con cui deve fare i conti l’agricoltura europea, dai cambiamenti climatici a una migliore gestione delle risorse idriche e alla protezione della biodiversità  .
La necessità   di modificare la PAC è ritenuta dalla Commissione importante dal punto di vista economico e sociale, ma anche in relazione a priorità   dell’UE quali il contrasto ai cambiamenti climatici, attraverso il rispetto di norme ambientali rigorose nell’esercizio delle attività   agricole, forestali e correlate. Secondo l’esecutivo europeo, una PAC più efficiente contribuirà   anche alla revisione del bilancio comunitario, prevista per il 2009, nonchà© alla riduzione del peso burocratico per imprenditori e cittadini, come richiesto dalla Strategia di Lisbona.

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