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Franco Chittolina

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presidente di APICE, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

I fronti caldi dell’Unione Europea

Non è da oggi che l’Unione Europea è sotto attacco; lo è stata in modo crescente in questi ultimi tempi da parte dei movimenti nazionalpopulisti diffusisi un po’ ovunque, ma lo è particolarmente in questa vigilia natalizia non proprio serena per le Istituzioni europee. I loro massimi responsabili lasceranno gli incarichi nel corso dell’anno prossimo, ma non prima di provare a dare una risposta ad alcune urgenze che la stanno pressando da più parti. #editoriale

Giovani e lavoro nell’“Italiaeuropa” di oggi e di domani

Marco Bentivogli, segretario generale dei metalmeccanici Fim-Cisl, interverrà a Cuneo lunedì 17 dicembre (alle 18, nella sala Falco - in Provincia) in un incontro-dibattito aperto a tutti. Sul tema di grande attualità “#Italiaeuropa, per i giovani e per il lavoro” introdurrà il dibattito Franco Chittolina (Apice) e lo intervisteranno i giovani di “Monviso in movimento” che organizza l’incontro. Riportiamo l'intervista apparsa ieri su La Guida, nella quale risponde ad alcune domande sulla realtà di oggi e del prossimo futuro del mondo del lavoro, del sindacato, dello stato sociale, dell’Europa.

È ora di sventolare la bandiera europea

Quando ci vuole, ci vuole. Come per l'alcol, l'uso della bandiera va fatto con moderazione. Qualcuno - magari fossero molti di più- ha ancora memoria di quando le bandiere aizzavano alla guerra degli uni contro gli altri in Europa. E sono tristi ancora oggi le bandiere che avvolgono le bare dei nostri militari morti per ristabilire la pace nel mondo. Ma è proprio perché le scene di un tempo non si ripetano più che oggi APICE ha deciso, insieme con altri movimenti europei, di invitare chi ha a cuore la pace a fare sventolare la bandiera europea ai balconi delle nostre case.

Un’Unione Europea di popoli inquieti

Ha molti popoli e volti diversi l’Europa, li ha sempre avuti e speriamo li abbia sempre. Siamo il continente delle diversità e il nostro orizzonte resta quello di un’identità plurale, rispettoso delle culture di ciascuno e impegnato a farle convivere pacificamente. #editoriale

Diritti dei migranti: l’onore a rischio dell’Italia

Fiducia, credibilità e affidabilità sono ingredienti essenziali della buona politica, che si tratti di relazioni tra persone o tra Istituzioni. Una domanda viene spontanea di questi tempi in Italia: quanto può essere affidabile un Paese il cui Presidente del Consiglio, incontrando a giugno a Bruxelles i suoi colleghi Capi di Stato e di governo dell’Unione Europea, prende l’impegno di rispettare i vincoli finanziari europei, liberamente sottoscritti e, tornato pochi giorni dopo a Roma, accetta di fare esattamente il contrario? #editoriale #GCM

Il duello dell’Italia con l’Ue

Viviamo un’epoca straordinaria: sarebbe una grande soddisfazione se, usciti dall’ordinario, fossimo capaci di ritrovare ordine nella nostra convivenza con gli altri. Vale per le persone, ma vale anche nella vita politica come, di questi tempi, nelle relazioni tra l’Italia e l’Unione Europea. #editoriale

“Tanto tuonò che alla fine piovve”

“Tanto tuonò che alla fine piovve”. Così è stato modificato il detto popolare italiano, qui a Bruxelles. E il prossimo 22 gennaio, quando la procedura di infrazione, oggi indicata dalla Commissione europea, diventerà probabilmente effettiva, allora sarà necessaria un'ulteriore modifica: non sarà più solo pioggia, ma tempesta. #contromano

Brexit, promemoria per l’Italia e per l’Ue

Continua la corsa ad ostacoli di una May, azzoppata dalle dimissioni di diversi suoi ministri e alle prese con un voto in Parlamento che potrebbe sfiduciarla. Nell’attesa, l’UE si prepara a un Consiglio europeo straordinario il 25 novembre. Se tutto va bene – e la Provvidenza dà una mano – dopo comincia la via crucis delle ratifiche parlamentari e nulla è dato per scontato. #Brexit

Preoccupazioni Ue per l’Italia nel 2019

A parlare sono i numeri, degli “zero virgola” e anche qualcosa di più, che pesano come macigni sul futuro dell’economia italiana, e non soltanto su alcuni parametri, ma su tutti. Colpisce il contesto in cui si collocano i numeri dell’Italia, in un’Unione Europea in cui la crescita per il 2017 era stata del 2,2%, ma solo del’1,5% in Italia; la disoccupazione ampiamente sotto il 10%, ma sopra in Italia; e il debito pubblico sotto il 90% nell’UE, ma al 131% in Italia. #editoriale #economia

Fare i conti

Invece di rimproverare Bruxelles di fare troppi conti e avere poca visione sul futuro dell’UE, i nostri – si fa per dire – accusano gli eurocrati di sbagliarli i conti. Detto da un governo che di Conte, fortunatamente, ne ha solo uno, e gli basta e avanza, e da un ministro dell’economia che slitta su parole e cifre: di lui si ricorda l’impegno assoluto a contenere il deficit all’1,6%, salvo obbedire docilmente a chi lo voleva almeno al 2,4%. #contromano

Lega contro Lega

Aveva avuto una vita fiorente e importanti successi economici la Lega, non quella di oggi di Matteo Salvini, ma la Lega Anseatica del XIV e XV secolo, che dominava i commerci sulle sponde dei mari settentrionali d’Europa. Nella storia d’Europa, di leghe ne sono esistite molto – una fu anche lombarda – ma come tutte le creature che nascono, alla fine muoiono. Alcune però risorgono. #contromano

Ue: chi se ne va, chi viene e chi resta

Chi non l’avesse ancora registrato, farebbe bene a tenere aggiornati, in questa concitata stagione europea, i movimenti in corso nell’Unione Europea. Descritta da molti come un corpo inerte, per qualcuno addirittura un animale preistorico in estinzione, si rivela giorno dopo giorno una realtà capace di sorprendere, costringendo a letture meno superficiali del solito. #editoriale

Italia e Ue: infrangere o infrangersi?

La tensione tra il governo italiano e le Istituzioni europee non smette di salire, raggiungendo toni di un’asprezza inedita. Molte le voci europee che invitano il governo italiano al dialogo, poche ma determinate le voci che dal governo chiudono ad un negoziato sulla futura legge di #bilancio italiana. #deficit

Democrazie in crisi in Europa?

L’Europa non è alla sua prima crisi. Molte ne ha vissute, e anche più gravi, nei secoli passati e altre, meno drammatiche, negli ultimi decenni: da tutte si è risollevata ed ha energie per farlo ancora oggi. Non è però un motivo per sottovalutare il diffuso malessere che pesa da tempo sull’Unione Europea, cuore di un continente non proprio in buona salute alle sue frontiere. #editoriale

Qualcosa si muove in Europa

Mentre a Bruxelles si prepara un Consiglio europeo senza grandi speranze di riuscita su immigrazione e Brexit e mentre a Roma si stenta a far quadrare i conti della prossima legge di bilancio, qualcosa si muove sul fronte della politica in Germania e in Belgio. #editoriale

Gli U2 per l’Ue

Mentre la politica europea è avvolta nella nebbia della prudenza e del rinvio di decisioni urgenti, come nel caso dei migranti e di Brexit, abbiamo visto salire sul palco a sventolare la bandiera europea e a chiedere più coraggio all'UE la band rock degli #U2, con la voce del loro leader Bono. #editoriale

Le occasioni perdute dell’Unione Europea

Che l’Unione Europea viva una crisi particolarmente acuta difficile negarlo. E consola poco che non sia la prima, anche perché l’ampiezza di quella attuale non ha precedenti nei quasi settant’anni di vita della Comunità europea. Può invece aiutare a capire come ci siamo arrivati e intravedere come uscirne, ripercorrere rapidamente la strada lungo la quale ci siamo arrivati. #editoriale

Europa, Europa: pronto, chi parla?

C’era una volta, tanti anni fa, una trasmissione Rai che proponeva un gioco: quando squillava il telefono se, prima di sapere che chiamava la Rai, si rispondeva “Europa, Europa!” invece di “pronto, chi parla?” si vinceva un premio. Un po’ come adesso nella vita quotidiana per i nostri politici al governo che appena qualcosa gira storto, prima ancora di capirne la ragione, strillano “Europa, Europa!”, attribuendole colpe e solitarie responsabilità, sperando in cambio il premio di una maggiore popolarità presso il “popolo” elettore. #editoriale

Governi Ue: la tattica del rinvio

Ci dobbiamo abituare a parlare dell’Europa al plurale, anche all’interno dell’Unione Europea. Le Europe che si stanno manifestando di questi tempi sono più di una: c’è quella della “banda” di Visegrad (Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica ceca) e quella dei suoi simpatizzanti a Vienna e a Roma; c’è l’Europa ex-carolingia guidata da Germania e Francia e quella baltica e scandinava, mille miglia lontana da quella ai confini meridionali. Per completare la mappa c’è anche quella insulare a sud e a nord, quest’ultima in corso di amputazione con Brexit. #editoriale

A Strasburgo l’Ue ha battuto un colpo. Anzi due.

La sessione plenaria di settembre del Parlamento europeo ha di regola al centro il discorso del Presidente della Commissione europea su “Lo stato dell’Unione”, un discorso rituale che informa il Parlamento sulle politiche in cantiere nella Commissione, già ben note ai parlamentari, ma che è anche l’occasione per annunciare le priorità del nuovo anno. Non è andata esattamente così la settimana scorsa a Strasburgo. #editoriale #SOTEU

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