Nuovi fondi per l’Ucraina

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La Commissione Europea ha approvato l’erogazione di 4,2 miliardi di euro nell’ambito dell’Ukraine Facility.

Per il periodo 2024-2027 l’Ucraina riceverà fino a 50 miliardi di euro dall’UE in sovvenzioni e prestiti grazie all’Ukraine Facility (Strumento per l’Ucraina). Questo strumento mira, attraverso il rispetto di indicatori di riforma e investimento preconcordati e approvati dal Consiglio, a sostenere la stabilità finanziaria, a promuovere la ripresa a breve termine e a ricostruire e modernizzare il paese.

Per ricevere i fondi, l’Ucraina deve presentare una richiesta di pagamento debitamente giustificata ogni trimestre fino alla fine del 2027, garantendo un sostegno continuo e prevedibile e il rispetto della tabella di marcia determinata dal Consiglio. A seguito della valutazione della richiesta di pagamento presentata dall’Ucraina il 9 luglio 2024, la Commissione ha concluso che l’Ucraina ha soddisfatto i nove indicatori di riforma collegati al primo pagamento (relativo al secondo trimestre 2024, iniziato in aprile e terminato lo scorso giugno) dando l’approvazione per il secondo pagamento. In particolare, le riforme portate a termine dal Paese riguardano la gestione delle finanze pubbliche, la governance delle imprese statali, l’imprenditoria, l’adozione del piano nazionale per l’energia e il clima e lo sminamento.

Adesso la palla passa al Consiglio, che dovrà adottare le valutazioni della Commissione e la decisione di erogazione di quasi 4,2 miliardi di euro all’Ucraina.

Per maggiori informazioni: il comunicato della Commissione

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Leonardo Ghibaudo
Sono entrato a far parte di APICE dal 2019 e ho avuto la fortuna di ricoprire il ruolo di co-Vicepresidente dell'associazione dal 2022 al 2025. Mi sono laureato in triennale in Scienze Internazionali e in Magistrale in Studi Europei all'Università degli Studi di Torino. Mi sono, poi, avvicinato ai temi di difesa e sicurezza con un Master di Secondo livello (28° ISSMI) al Centro Alti Studi Difesa (Roma), dove sto attualmente conseguendo il Dottorato in Scienze della difesa e della sicurezza.

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