Giornata mondiale dei rifugiati: appello di Amnesty all’UE

1744

In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, Amnesty International ha denunciato che «le porte dell’Europa si stanno chiudendo e i diritti di chi chiede protezione vengono ignorati», dunque «i governi europei stanno mettendo in pericolo le vite dei rifugiati negando loro protezione».
Amnesty osserva come i Paesi che si trovano ai confini dell’Europa stiano mostrando «un palese disprezzo per i loro obblighi internazionali nei confronti dei rifugiati». L’Italia, ad esempio, «intercetta i rifugiati in acque internazionali e li trasporta, senza prenderne in considerazione eventuali bisogni di protezione internazionale, in Libia, dove i migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati sono a rischio di maltrattamenti e di rimpatrio forzato verso Paesi in cui potrebbero subire gravi violazioni dei diritti umani». La Turchia, prosegue la denuncia di Amnesty, continua a non riconoscere a persone non europee lo status di rifugiato, negando in questo modo a migliaia di persone la protezione di cui necessitano, e anche la Grecia respinge le persone che si trovano alle sue frontiere terrestri o marittime senza aver prima valutato le loro domande di asilo. Inoltre, gli accordi bilaterali tra la Spagna e vari Paesi africani sono utilizzati per giustificare arresti arbitrari, detenzioni ed espulsione di rifugiati, richiedenti asilo e migranti, mentre altri Paesi dell’UE «chiudono un occhio sulla crescente mancanza di rispetto per i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo» perchà© «tentano di accogliere meno rifugiati».
Complessivamente, osserva Amnesty, in base al sistema “Dublino II” migliaia di richiedenti asilo vengono trasferiti ogni anno verso Paesi dove i loro diritti non sono adeguatamente protetti. Secondo Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International, «i governi devono cessare di mettere a repentaglio delle vite e, piuttosto, iniziare a rispettare i loro obblighi internazionali di protezione nei confronti di queste persone vulnerabili».

Approfondisci

Articolo precedenteLa fame colpisce oltre un miliardo di persone
Articolo successivoNessun segnale di svolta dal Consiglio Europeo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here