Dichiarazione comune tra Commissione, Parlamento e Consiglio: 31 le nuove priorità legislative

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È stata firmata a Bruxelles la nuova dichiarazione che impegna, per i prossimi due anni, le tre Istituzioni europee a dare priorità ad alcune scelte politiche in vista delle prossime elezioni del Parlamento europeo nel 2019

La Dichiarazione congiunta sulle priorità legislative per il 2018 e per il 2019 firmata a metà dicembre dal Presidente della Commissione, dal Presidente del Parlamento europeo e dal Presidente del Consiglio rappresenta ormai un impegno fisso al fine di fissare le priorità legislative per i prossimi due anni.

A partire dal 2015, infatti, la Commissione ha elaborato la proposta dell’Agenda per un regolamentazione migliore che prevede alcuni punti fissi in tema di legislazione: chiarezza, semplificazione, efficacia e fissazione di priorità specifiche su cui i politici europei devono lavorare.

L’idea di fondo è che una Unione europea più unita, più forte e più democratica debba poggiare su una procedura legislativa migliore: l’Accordo interistituzionale in tema di miglioramento della legislazione ha fissato alcuni interventi mirati a migliorare la legislazione europea, per esempio, attraverso alcune modifiche apportate alla fase consultiva, a quella di valutazione dell’impatto, nonché alla fase di adozione.

Così le priorità legislative convenute quest’anno riguardano principalmente sette aree di intervento: la sicurezza dei cittadini, l’esigenza di potenziare una politica migratoria ripensata in chiave responsabile e solidale, l’individuazione di strumenti che permettano la crescita dei posti di lavoro e degli investimenti, il rafforzamento della dimensione sociale dell’Unione, la fissazione di nuovi obiettivi sia per il mercato unico digitale, sia per il mercato unico dell’energia che abbia sempre più uno sguardo lungimirante sulle sfide che il cambiamento climatico sta prospettando, infine l’impulso ad un’Unione sempre più legittimata democraticamente.

Non solo. L’impegno di tutti i rappresentanti dell’Unione è anche volto a reiterare l’affermazione dei valori comuni dell’Unione e lo spirito democratico, a potenziare una politica commerciale più giusta e regolamentata, a combattere le evasioni fiscali, ad assicurare la tutela dei diritti sociali, in accordo con il terzo pilastro sociale, a contribuire a sviluppare la stabilità e la pace dentro e fuori l’Unione ed infine a cogliere, nonchè a regolare le sfide (anche etiche) dell’intelligenza artificiale, della robotica e della protezione dei dati personali e dei diritti digitali.

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