Inflazione: nessuna pressione dai salari

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La Commissione europea ha reso noto che continua a «non vedere pressioni sostanziali» all’aumento dei prezzi al consumo derivanti da incrementi sul lato delle retribuzioni, nonostante gli allarmi in questo senso lanciati a più riprese dalla Banca Centrale Europea.
Sulla base della conferma di un tasso di inflazione del 4% a giugno nella zona euro, la Commissione europea ha osservato che l’analisi degli ultimi mesi «indica che la risorgente inflazione è il risultato dell’aumento dei prezzi internazionali dell’energia e dei prodotti alimentari non processati».
L’esecutivo europeo sottolinea poi come sia «rimarchevole il fatto che negli ultimi dieci anni, fino all’estate 2007, l’inflazione nell’eurozona è rimasta bassa e stabile attorno al 2% nonostante un aumento dei prezzi del petrolio di quattro volte dal 2002/2003». Secondo la Commissione è la combinazione di forti aumenti del petrolio e dei beni alimentari «che ora si sta trasferendo in qualche misura ai prezzi alla produzione e di qui ai prezzi al consumo».

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