L’impegno dell’UE contro la disoccupazione di lungo periodo

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Lo scorso 18 aprile, la Commissione europea ha presentato un invito a presentare delle proposte, rivolto agli Stati membri, con l’obiettivo di aiutarli nello sviluppo di nuovi strumenti di contrasto alla disoccupazione. 

Quest’azione della Commissione si colloca all’interno dell’iniziativa “Innovazione sociale+” del Fondo Sociale Europeo plus (FSE+), con cui si vuole sostenere e rafforzare il ruolo delle organizzazioni dell’economia sociale. Queste ultime, infatti, reinvestono gran parte delle loro risorse nelle finalità ambientali, sociali, in particolare nel garantire un aiuto concreto alle persone in isolamento e in povertà.

Sebbene il tasso di occupazione in Europa sia cresciuto fino a toccare il record del 75,5% nel quarto trimestre del 2023, il contrasto alla disoccupazione di lungo periodo resta una problematica rilevante in molti Paesi membri e i metodi tradizionali, usati per combatterla, si stanno rilevando sempre più inefficaci. Nel 2022, erano 4,5 milioni le persone di età superiore ai 25 anni registrate come disoccupate di lungo periodo, all’interno dell’Unione Europea. Uno studio recente del 2024 ha portato alla luce una serie di approcci innovativi, che potrebbero aiutare gli Stati a risolvere il problema sopra richiamato: il lavoro “garantito”, per il reinserimento dei disoccupati di lungo periodo nel mercato del lavoro e la possibilità di costruire dei percorsi ad hoc, anche formativi, per chi è ancora al di fuori del mercato del lavoro.

Tra le iniziative, attualmente attive a livello di Stati membri, che seguono questi approcci innovativi, si ricordano, tra i più interessanti:

  • il programma pilota di lavoro garantito a Marienthal, in Austria, che offre un impiego, con una retribuzione equa a tutti i disoccupati di lungo periodo;
  • l’iniziativa “territori a zero disoccupazione di lungo periodo”, in Francia, che facilita l’assunzione di persone senza lavoro da almeno un anno, sulla base della valutazione delle loro competenze e conoscenze.

Queste iniziative e le ulteriori, che saranno finanziate con l’ FSE+ entro settembre 2024, costituiscono delle tappe importanti, nell’azione dell’UE verso l’attuazione del pilastro dei diritti sociali, cui è dedicata un’ampia fetta del bilancio 2021 – 2027 (circa 95,1 miliardi di €).

Per ulteriori informazioni: il comunicato della Commissione europea

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