Bilancio UE 2021-2027: la Commissione europea presenta le proprie proposte in materia di sicurezza, azione esterna e migrazioni

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La Commissione europea ha presentato alcune proposte per il bilancio 2021-2027

Nell’ambito del prossimo bilancio a lungo termine dell’Unione Europea, che coprirà il periodo 2021-2027, la Commissione europea ha proposto di accrescere l’autonomia strategica dell’Unione, di affermare la capacità di difendere i propri cittadini e di renderla un attore mondiale ancora più significativo.

In primo luogo, un Fondo europeo della difesa, dotato di un bilancio di 13 miliardi di Euro, andrà a costituire l’arsenale finanziario dell’Unione per sostenere gli investimenti transfrontalieri nel campo delle tecnologie e degli equipaggiamenti più avanzati. Uno dei compiti del Fondo sarà quello di mettere a disposizione 4,1 miliardi di Euro per finanziare direttamente progetti di ricerca collaborativa competitivi.

L’Alta Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, ha anche presentato la European Peace Facility, un nuovo meccanismo di finanziamento, dotato di 10,5 miliardi di Euro al di fuori del bilancio a lungo termine dell’Unione Europea, che incentiverà la capacità dell’Unione di prevenire i conflitti, di costruire la pace e di garantire la sicurezza internazionale.

La Commissione europea ha, inoltre, proposto di incrementare il bilancio per l’azione esterna a 123 miliardi di Euro, in modo da semplificare in modo significativo la sua struttura e renderla conseguentemente più flessibile ed efficace per affrontare le sfide attuali.

Il bilancio per l’azione esterna svolge, infatti, un ruolo importante, in quanto si tratta dello strumento per sostenere i paesi partner nella propria trasformazione politica ed economica verso lo sviluppo sostenibile, la stabilità, il consolidamento della democrazia, lo sviluppo economico e la lotta alla povertà. Esso permette, inoltre, all’Unione Europea di garantire assistenza umanitaria ovunque nel mondo.

La Commissione europea ha altresì proposto di assegnare 21,3 miliardi di Euro per la gestione delle frontiere e di istituire un nuovo Fondo per la gestione integrata delle frontiere, per il quale è previsto uno stanziamento di oltre 9,3 miliardi di Euro. Le priorità del Fondo saranno il rafforzamento delle frontiere esterne dell’Europa e una politica in materia di visti più efficace.

È stato anche suggerito un aumento dei finanziamenti per la migrazione pari al 51%, fino al raggiungimento della soglia di 10,4 miliardi di Euro, nell’ambito del Fondo Asilo e migrazione, che sosterrà gli sforzi degli Stati membri nei settori dell’asilo, della migrazione locale e dell’integrazione, nonché della lotta alla migrazione illegale e del rimpatrio. Il Fondo permetterà, dunque, di sviluppare un sistema comune europeo di asilo più efficace, di sostenere maggiormente la migrazione legale e l’integrazione e di attuare rimpatri più rapidi, anche grazie all’intensificazione della cooperazione con i paesi terzi.

 

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Nato a Cuneo nel 1995, ha conseguito il Master of Arts in Studi Interdisciplinari Europei - Major in European History and Civilization presso il College of Europe di Natolin (Varsavia), con una "Mention Excellent (conferred by the authority of the Academic Council)." Ha precedentemente ottenuto la Laurea Triennale in Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione e la Laurea Magistrale in Scienze Internazionali - Profilo in Studi Europei, nel cui ambito ha altresì ottenuto il Diploma Interdisciplinare in Migration Studies, presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università degli Studi di Torino. Fondatore di "Italy in Natolin," la Society delle studentesse italiane e degli studenti italiani al College of Europe di Natolin, è responsabile culturale del giornale "La Regionisto," che si occupa di analizzare il ruolo delle regioni nel processo di integrazione europea.

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