Verso un’Unione Europea digitale: European Digital Progress Report 2016

Anche sul fronte dello sviluppo di un mercato unico digitale l’Unione Europea non avanza compatta. L’economia digitale sta crescendo ad una velocità sette volte superiore all’economia reale. Un mercato che a regime si stima possa essere dell’ordine di 415 miliardi all’anno per l’economia dell’UE e preziosa leva per contrastare la disoccupazione giovanile.

La Commissione ha presentato nei giorni scorsi un report (EDPR–European Digital Progress Report) che monitora lo Stato di avanzamento dell’Unione Europea e dei suo Stati membri nella strategia per il mercato unico digitale. Questo documento è composto da una serie di analisi articolate sugli indicatori che compongono l’indice DESI per il quale l’Italia si aggiudica il 25° posto nella classifica dei 28 paesi e contiene un’analisi più dettagliata per ogni Stato membro con una particolare attenzione alle politiche nazionali relative al processo di digitalizzazione.

Da questo studio emerge in modo evidente un’Europa a più velocità caratterizzata da un profondo divario tra gli stati membri in termini di sviluppo digitale. Svezia, Danimarca e Finlandia si affermano come leadership non solo sul panorama europeo ma anche mondiale seguiti da Korea e Stati Uniti (indice I-DESI).

Rispetto allo scorso anno oggi l’Europa è dotata di una connettività mobile più veloce e diffusa, è aumentata la fascia di popolazione che acquista su internet e le pubbliche amministrazioni offrono sempre più servizi online ai loro cittadini.

Solamente il 16% dei cittadini europei non si è mai connesso alla rete mentre ben il 76% utilizza internet regolarmente.

Quasi metà della popolazione europea (45%) non possiede competenze digitali di base. L’impiego nel settore dell’ Information and communications technology (ICT) cresce di quattro punti percentuali all’anno da ormai dieci anni ed è difficile soddisfare la domanda di professionisti del settore. Si stimano ben 900.000 posizioni scoperte in questo ambito nel 2020.

Il 22% dei cittadini europei possiede un abbonamento ad un servizio di banda larga con una velocità minima di 30 Megabit per secondo (Mbps). L’Italia con Grecia, Croazia e Cipro occupa purtroppo gli ultimi posti.

Il 71% delle abitazioni, soprattutto nei centri urbani, è raggiunta dalla banda larga (NGA – next generation access), con picchi del 95% in Olanda e Lithuania e purtroppo abbassandosi al 50% in Italia, Francia e Grecia.

Sul fronte dell’e-commerce è cresciuto a 53 punti percentuali il numero di cittadini che utilizza la rete per effettuare acquisti anche se solo il 16% di essi effettua degli ordini online in un paese diverso dal proprio. Sul fronte della sicurezza informatica non siamo molto informati e preparati: il 35% della popolazione non è consapevole di come i dati personali e le nostre abitudini vengano tracciate in rete.

Le aziende europee, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, lentamente iniziano a fornire i loro prodotti on line (solo il 16.7% della totalità) e il 7,5% effettua scambi di e-Commerce con gli altri stati membri. Nel settore dell’e-Goverment stanno emergendo casi virtuosi come l’introduzione Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale in Italia (SPID). In questi ultimi due anni il programma HORIZON 2020 ha destinato al settore delle ICT 2.4 miliardi di euro e i maggiori paesi beneficiari sono Germania e Regno Unito in valore assoluto, Grecia e Slovenia se rapportati alla dimensione del settore ICT.

Scheda a cura di Maria Claudia Bodino (mariaclaudia.bodino@gmail.com)

Approfondisci:

Italy: EDPR country profile / EDPR country profile (IT) / Telecom factsheets

EDPR–European Digital Progress Report: https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/commission-releases-2016-european-digital-progress-report-unequal-progress-towards-digital

https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/most-digital-eu-countries-lead-globally

 

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