Capitali europee della cultura: è il turno di Valletta (Malta) e Leeuwarden (Olanda)

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Raccolgono l’eredità di Aarhus (Danimarca) e Pafos (Cipro)

 

Nato nel 1985 per iniziativa del Consiglio dei ministri, su proposta dell’allora Ministro della cultura della Grecia Maria Amalia Merkourī, il titolo di “Capitale europea della cultura” è assegnato ogni anno a città dei Paese membri (o candidati all’ingresso) che si candidino a promuovere programmi di iniziative culturali a forte dimensione europea, nei quali convivano la ricchezza delle peculiarità locali e il senso di appartenenza alla comune matrice culturale europea.

Con l’inizio del nuovo anno si è formalizzato il passaggio di testimone del titolo di “Capitali europee della cultura” tra le detentrici del 2017, la danese Aarhus e la cipriota Pafos, e città selezionate per il 2018, la maltese Valletta e l’olandese Leeuwarden.

Il programma di Valletta, ispirato alle locali “festa” paesane, si concentrerà sulla dimensione del Mediterraneo quale crocevia tra culture, mentre le iniziative promosse dalla città di Leeuwarden saranno incentrate sul concetto di “iepen mienskip” (comunità aperta) e sul rafforzamento dei legami tra le Fiandre e il resto d’Europa.

Nel 2019, dopo 15 anni (Genova, 2004) il titolo tornerà in Italia, a Matera, in coppia con la bulgara Plodviv.

 

Per approfondire: i progetti di Valletta e Leeuwarden

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