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Adriana Longoni

Adriana Longoni
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Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.

Putin e la paura delle Pussy Riot

Era una sentenza attesa e scontata quella del 18 agosto scorso che ha condannato a due anni di prigione tre ragazze del gruppo rock Pussy Riot, il cui “crimine” è stato quello di chiedere alla Madonna, cantando nella Cattedrale ortodossa di Cristo Salvatore, di liberare la Russia da Putin. Un’invocazione durata 30 secondi, che, per quanto discutibile, provocatoria o emblematica che sia, ha fatto il giro del mondo e ha ulteriormente messo in evidenza la deriva autoritaria della Russia e del suo Presidente Putin contro ogni forma di dissenso.

Sahel, tra destabilizzazione, carestia e venti di guerra

In un momento in cui gran parte dell'opinione pubblica internazionale ha gli occhi rivolti soprattutto sulla guerra civile in Siria, c'è un pezzo d' Africa, il Mali, che sta vivendo, nell'ombra dell'informazione, una delle sue crisi più profonde dalla sua indipendenza.

Le contraddizioni dell’UE nei confronti di Israele e del Medio Oriente

I nuovi accordi di cooperazione siglati tra UE ed Israele evidenziano le contraddizioni della politica dell'Unione, sollevando interrogativi su come questi nuovi accordi vadano ad inserirsi nel rapporto che escludeva il rafforzamento delle relazioni dopo l'intervento armato israeliano nella Striscia di Gaza del 2009/2010.

Siria: sedici mesi di lotta contro il regime e l’instabilità nella regione

Dopo il colpo inferto dall'opposizione ai vertici della difesa il 18 luglio, ci si interroga per quanto tempo ancora Bachar el Assad e il suo regime potranno aggrapparsi al potere. In un quadro sempre più inquietante della progressiva instabilità che si sta manifestando nella regione, si contano, dopo sedici mesi di violenta repressione, più di 20.000 vittime.

La Russia e la paura dell’opposizione

Non si sono fatte attendere a lungo, dopo l'investitura a Presidente di Vladimir Putin, le misure volte a mettere a freno opposizione e libertà d'espressione in Russia. La Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, a velocità sostenuta, ha infatti adottato una serie di leggi che hanno seminato dubbi e preoccupazioni non solo fra l'opposizione interna, ma anche fra la comunità internazionale.

La Libia e le sue prime elezioni libere

Anche la Libia ha vissuto sabato 7 luglio le sue prime elezioni libere dopo la caduta di Mouammar Gheddafi nell’ottobre 2011 e dopo una guerra civile che ha causato più di 50.000 vittime e un intervento “umanitario” della NATO.

Il Kosovo verso la completa “sovranità nazionale”

Il 2 luglio 2012 può essere considerata una data importante per il futuro del Kosovo e una tappa significativa sul lungo cammino dell’indipendenza: il Gruppo di Orientamento sul Kosovo (ISG, International Steering Group) ha deciso, nella sua riunione di Vienna, di porre fine alla “sorveglianza internazionale” sul Paese e, di conseguenza, di riconoscerne la piena sovranità. Una sovranità che diventerà effettiva solo in settembre, dopo che il Parlamento kosovaro avrà adottato i testi legislativi necessari.

Da Rio a Rio +20

Si è conclusa oggi la tanto attesa Conferenza di Rio + 20, destinata da una parte a fare il punto sui progressi fatti negli ultimi vent’anni e dall’altra ad assumere i futuri impegni politici e finanziari per porre rimedio alle gravi malattie di cui soffre il nostro Pianeta.  

Elezioni in Egitto

Sullo sfondo di gravi tensioni politiche, si è concluso domenica 17 giugno il secondo turno delle elezioni presidenziali in Egitto. Tensioni politiche che hanno raggiunto i massimi livelli nei giorni precedenti le elezioni e che hanno gettato ombre più che inquietanti su una possibile fase di transizione democratica nel Paese.

Putin e l’Europa

Si è svolto a San Pietroburgo il 4 giugno scorso il primo Vertice Unione Europea-Russia dopo il ritorno alla Presidenza russa di Vladimir Putin. Un Vertice passato quasi inosservato, a giudicare dal rilievo dato dalla stampa, ma che prevedeva all'ordine del giorno importanti questioni politiche ed economiche.

Elezioni presidenziali in Egitto tra passato e futuro

Dopo le elezioni legislative dello scorso gennaio, l’Egitto è tornato alle urne, il 23 e 24 maggio scorsi, per eleggere il suo Presidente. Un’elezione attesa e considerata di portata storica dopo la deposizione di Hosni Mubarak nel febbraio 2011. Storica perché, sulla scia della Primavera araba e per la prima volta, queste elezioni si sarebbero svolte all’insegna della libertà, della trasparenza e della democrazia.

La Serbia alle elezioni, tra crisi e Europa

Contrariamente alle previsioni che davano quasi per scontata la riconferma per un terzo mandato a Boris Tadic, rappresentante del partito democratico, la maggioranza degli elettori serbi ha invece deciso di portare alla Presidenza Tomislav Nikolic del Partito progressista serbo. Un risultato complesso e carico di significati se si considera che per la prima volta il Paese è andato a votare sulla base di nuove prospettive politiche e non sotto la pressione di vecchi o più recenti traumi che hanno segnato la sua storia degli ultimi venti anni.

Elezioni anche a sud del Mediterraneo

Questo mese di maggio non è solo momento di elezioni in Europa, ma lo è anche sulle sponde meridionali del Mediterraneo, sempre percorse dalle turbolenze della Primavera araba.

9 Maggio: i giorni della memoria

Il 9 maggio 1945 segna una data storica in Europa: in quel giorno tacciono finalmente le armi dopo anni di una guerra terribile. Cinque anni più tardi, il 9 maggio 1950, il Ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, tendendo la mano agli avversari della guerra da poco conclusa, in una famosa dichiarazione propone alla Germania e ai Paesi che lo desiderano, di creare una comunità di interessi pacifici. Si avvia così il più grande progetto storico del XX secolo, il processo di integrazione europea.

Julia Tymoshenko fra Russia e Europa

Julia Tymoshenko è in prigione dall’ottobre 2011 e la sua condanna a 7 anni di reclusione ha segnato in questi ultimi mesi anche le relazioni tra l’UE e l’Ucraina. La recente denuncia di gravi maltrattamenti in carcere e l’inizio dello sciopero della fame hanno sollevato nuove inquietudini, tanto da spingere molti Paesi, Germania in testa, ad interrogarsi sulle loro presenze ai prossimi Campionati europei di calcio che dovrebbero svolgersi in Polonia e in Ucraina a giugno.

Birmania: fine di una dittatura?

Il 1° aprile gli occhi della comunità internazionale erano puntati sulla Birmania e sulle elezioni suppletive che dovevano rinnovare 45 seggi su 664. Il Partito di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la pace e emblema dell’opposizione birmana, la “Lega nazionale per la Democrazia”, ha partecipato alla competizione elettorale, conquistando praticamente tutti i seggi in palio. Una vittoria schiacciante, definita storica e che, se rispettata, potrebbe dar credito alle recenti dichiarazioni di apertura del Governo volte a portare gradualmente la Birmania fuori dal lunghissimo isolamento in cui l’aveva tenuta una giunta militare violenta e predatrice.

L’ONU, il Medio Oriente e la pace

Giornate intense di negoziati all’ONU in questi ultimi giorni di marzo. Sul tavolo due conflitti situati ambedue nel cuore del Medio Oriente.

Bambini ebrei, bambini palestinesi

La tragedia avvenuta in una scuola ebraica in Francia, in cui hanno trovato la morte 4 persone, di cui 3 bambini ha risvegliato l' attenzione sul conflitto israelo palestinese che da decenni è fermo al centro di una delle regioni più instabili del pianeta. Un conflitto che oggi più che mai si trova sul binario morto dei negoziati di pace e su cui non si intravedono spiragli di una possibile soluzione.

Un anno di repressione in Siria

È trascorso esattamente un anno dall’inizio delle manifestazioni contro il regime di Bashar al Assad in Siria. Un anno in cui la repressione, la violenza, i bombardamenti, la tortura e la morte sono state le uniche risposte di un regime senza scrupoli ...

Putin eletto al primo turno con 64% dei voti

Nessuno si faceva illusioni sulla vittoria di Vladimir Putin alla presidenza della Federazione russa. L’unico fragile interrogativo era se questa vittoria sarebbe passata attraverso un secondo turno, cosa che avrebbe aperto uno spiraglio alla prospettiva di un cambiamento nella gestione del potere in senso democratico. E invece le cose sono andate diversamente.

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