Clima: il grave ultimo allarme degli esperti

A tre anni di distanza dall’Accordo di Parigi sul #clima, il gruppo di esperti dell’IPCC (Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici) ha presentato, su specifica richiesta dei firmatari dell’Accordo stesso, il rapporto speciale sugli effetti del surriscaldamento globale del Pianeta: oltre ad essere un ennesimo campanello d’allarme, mette in scena gli effetti devastanti di un #surriscaldamento di 1,5°C e 2°C delle temperature mondiali rispetto ai livelli preindustriali. #editoriale #ambiente

Le occasioni perdute dell’Unione Europea

Che l’Unione Europea viva una crisi particolarmente acuta difficile negarlo. E consola poco che non sia la prima, anche perché l’ampiezza di quella attuale non ha precedenti nei quasi settant’anni di vita della Comunità europea. Può invece aiutare a capire come ci siamo arrivati e intravedere come uscirne, ripercorrere rapidamente la strada lungo la quale ci siamo arrivati. #editoriale

I responsabili politici del mondo riuniti all’Assemblea generale dell’ONU

Si è conclusa il primo ottobre scorso la settimana della 73ma sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, appuntamento di discussioni e incontri dei responsabili politici di quasi tutti i Paesi del mondo. Un appuntamento iniziato sotto la Presidenza di Maria Fernanda Espinosa Garcès, Ministro degli Esteri ecuadoriana, quarta donna ad assumere questo ruolo all'ONU e prima donna in assoluto proveniente da un Paese del Sudamerica. #editoriale

Europa, Europa: pronto, chi parla?

C’era una volta, tanti anni fa, una trasmissione Rai che proponeva un gioco: quando squillava il telefono se, prima di sapere che chiamava la Rai, si rispondeva “Europa, Europa!” invece di “pronto, chi parla?” si vinceva un premio. Un po’ come adesso nella vita quotidiana per i nostri politici al governo che appena qualcosa gira storto, prima ancora di capirne la ragione, strillano “Europa, Europa!”, attribuendole colpe e solitarie responsabilità, sperando in cambio il premio di una maggiore popolarità presso il “popolo” elettore. #editoriale

Migranti sempre più in balia del Mare

La tenace e ormai solitaria presenza della nave “Aquarius” nel mar Mediterraneo volta a mettere in salvo migranti, rifugiati e richiedenti asilo in fuga, sembra destinata a scomparire. Il violento  braccio di ferro, avvenuto nella notte fra il 23 e il 24 settembre, con la guardia costiera libica che voleva ad ogni costo riportare a Tripoli i 57 migranti tratti in salvo dalla nave umanitaria, ha forse segnato la fine della missione di SOS Mediterrannée e di Medici senza frontiere. #editoriale

Governi Ue: la tattica del rinvio

Ci dobbiamo abituare a parlare dell’Europa al plurale, anche all’interno dell’Unione Europea. Le Europe che si stanno manifestando di questi tempi sono più di una: c’è quella della “banda” di Visegrad (Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica ceca) e quella dei suoi simpatizzanti a Vienna e a Roma; c’è l’Europa ex-carolingia guidata da Germania e Francia e quella baltica e scandinava, mille miglia lontana da quella ai confini meridionali. Per completare la mappa c’è anche quella insulare a sud e a nord, quest’ultima in corso di amputazione con Brexit. #editoriale

Diritti umani, un anniversario in allarme

L’Unione Europea e, al suo interno, l’Italia, hanno garantito settant’anni di pace e di rispetto dei diritti al nostro continente. Un percorso senz’altro difficile ma tenace nel difendere la democrazia e i suoi valori. Ben vengano quindi i campanelli d’allarme, le ispezioni delle Nazioni Unite, perché oggi più che mai l’Europa e i suoi Paesi membri hanno bisogno di rinnovate prospettive di pace e di solidarietà per il futuro e non di inquietanti passi indietro. #editoriale

A Strasburgo l’Ue ha battuto un colpo. Anzi due.

La sessione plenaria di settembre del Parlamento europeo ha di regola al centro il discorso del Presidente della Commissione europea su “Lo stato dell’Unione”, un discorso rituale che informa il Parlamento sulle politiche in cantiere nella Commissione, già ben note ai parlamentari, ma che è anche l’occasione per annunciare le priorità del nuovo anno. Non è andata esattamente così la settimana scorsa a Strasburgo. #editoriale #SOTEU

Dalla Svezia e da Orban messaggi all’Ue

Mancano solo otto mesi alle elezioni del Parlamento europeo a fine maggio 2019. Uno in meno di un normale periodo di gravidanza, in questo caso politica, che si annuncia movimentata. #editoriale

Ue-Italia: settembre, tempo di migrare

Cade in autunno un appuntamento importante dei governi europei con i loro cittadini e con l’Unione Europea. Settembre e ottobre sono i mesi nei quali ogni Paese UE deve fare chiarezza sui propri conti pubblici e la loro destinazione, nel rispetto di regole liberamente condivise e scritte nero su bianco nei Trattati europei. #editoriale

Dalla Libia in guerra all’Europa in trincea

L’accordo con la #Libia pone tuttavia in evidenza il quesito sulle condizioni di accoglienza dei migranti in transito in Libia e desiderosi di raggiungere l’Europa. Numerosi i rapporti che denunciano le condizioni disumane nei centri di detenzione, dove i migranti vengono trattati come ostaggi dai trafficanti di esseri  umani e dove la tortura, lo stupro e la mancanza di minime e dignitose condizioni di vita sono la regola. #editoriale

Europa: mappe da rifare

Storia e geografia sono come due ingranaggi che insieme muovono pezzi importanti di vita e quando si mettono in moto insieme anche la vita, quella politica ma non solo, comincia vibrare. #editoriale #EP2019

Migranti : la fuga degli eritrei

Le cifre aggiornate del Ministero degli Interni ci indicano che, al 24 agosto 2018, sono giunte in Italia 19.526 persone (- 86,95% rispetto al 2017 e - 88,44% rispetto al 2016), mentre più di 1.600 sono morte nel Mar Mediterraneo. Le nazionalità più numerose sono rappresentate dai tunisini e dagli eritrei, che contano per circa il 40% degli immigrati. #immigrazione

Italia: voglia di Brexit?

Per l’Italia non è ancora l’inferno, ma un purgatorio sì, simile a quello che nel canto VI del Purgatorio della Divina Commedia contiene la nota invettiva all’Italia: “Ahi serva Italia, di dolore ostello,/ nave senza nocchiere in gran tempesta,/ non donna di provincie, ma bordello!”. Lo scriveva Dante dell’Italia del suo tempo. Che dire del nostro? #editoriale #Italexit

Continuano guerre e conflitti ai confini dell’Europa

Al di là del Mediterraneo le guerre e i conflitti non si sono fermati, anzi, alcuni si sono addirittura intensificati. #editoriale

“Genova per noi”. E “noi per Genova”?

“Genova per noi” dovrebbe essere l’occasione per un serio esame di coscienza sulle nostre proprie responsabilità, traendone urgenti conclusioni operative: sarebbe la sola risposta dignitosa di “noi per Genova”.  

Niente paura, in crisi e’ la Lira turca. Per ora.

Al momento può essere utile riflettere alle possibili ricadute della vicenda turca sull’Europa e sull’Italia, oltre che sulla tenuta della NATO, l’Alleanza militare atlantica di cui la Turchia è membro importante per la sua posizione geopolitica nell’arco mediorientale e le sue tentazioni di intesa con la Russia di Putin. #editoriale #Turchia

Il “modello Europa” per Orban

Mancano dieci mesi alle prossime elezioni europee e sono molti ad interrogarsi che ne sarà dell'Unione Europea all'indomani di quel voto e nei prossimi anni. Improbabile che tutto resti come prima o quasi, più difficile pronosticare quali saranno i cambiamenti, salvo convenire che saranno importanti. #editoriale

La diplomazia del ricatto di Donald Trump

Sono entrate in vigore martedì 7 agosto le nuove sanzioni economiche volute da #Trump nei confronti dell’#Iran dopo l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo sul nucleare.  Firmato nel 2015 dopo anni di lunghi negoziati da Stati Uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna, Cina e Russia, l’accordo è stato violentemente criticato dal Presidente Trump che, nel suo gergo diplomatico l’ha definito “orribile e stupido”. #editoriale

Europa: domande in attesa di risposta

“Esiste dunque in Europa una concordia di bisogni, e di desideri, un comune pensiero, un'anima universale, che avvia le nazioni per sentieri conformi a una medesima meta - esiste una tendenza europea”: sono parole di Giuseppe #Mazzini nel 1829 che, dopo varie evoluzioni concluderà, nel 1871, alla necessità di un “rimaneggiamento della Carta d'Europa”. #editoriale

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