Un meccanismo europeo di (in)stabilità

Riparte il tormentone tra Roma e Bruxelles. Che il fuoco covasse sotto la cenere non era un mistero, ma che divampasse con...

E tanti auguri al nuovo “governo” UE

Dal voto per il Parlamento europeo di fine maggio, ci sono voluti sei mesi per arrivare all’insediamento, il prossimo 1° dicembre, del “governo” europeo,...

Le turbolenze alle porte d’Europa

Non si rasserena il clima turbolento che avvolge gran parte del Nord Africa e del Medio Oriente, dove, da un Paese all’altro,...

L’ultima umiliazione per i palestinesi

Non sono tanto le ultime dichiarazioni e le prese di posizione degli Stati Uniti su Israele e Palestina a stupire, quanto la determinazione e la coerenza con le quali il Presidente Donald Trump sta picconando quelle poche speranze rimaste per una soluzione pacifica e giusta di un conflitto in corso da troppi anni. #editoriale

E l’Europa torna in copertina

Assomiglia a una metafora il ritorno dell’Europa in copertina di un importante settimanale italiano, domenica scorsa orfano, per uno sciopero, del quotidiano suo gemello, alle prese con nuove turbolenze editoriali.

Tempi difficili per il futuro “governo” UE

L’appuntamento in cima alla prima salita, per il futuro “governo” dell’Unione Europea, la Commissione UE guidata da Ursula von der Leyen, sarà il 27 novembre prossimo, nella seduta plenaria del Parlamento europeo. Fino a pochi giorni fa erano in molti a temere che in punta a quella salita ci fosse il rischio di non arrivarci, alla vigilia sembra consentita qualche speranza in più.

Previsioni d’autunno per l’Unione. È quasi inverno

Nel gergo brussellese, non sempre esemplare per chiarezza, le previsioni d’autunno potrebbero indurre in errore: non raccontano ovviamente dell’autunno che sta per terminare, ma annunciano l’inverno ormai vicino, e il nuovo anno che viene, non in relazione al meteo ma alla temperatura delle prospettive economiche nell'Unione Europea. Anche se, in questo caso, le previsioni meteo e quelle economiche tendono a coincidere annunciando un raffreddamento in vista.

Elezioni: la Spagna ci riprova

Per la quarta volta in quattro anni la #Spagna è tornata alle urne nel tentativo, probabilmente vano, di dare un governo stabile al Paese. #editoriale

I muri che non crollano

Data importante questo ultimo 9 novembre in cui si sono celebrati i trent’anni dalla caduta del muro di Berlino. Un giorno segna una svolta importante per la nostra recente storia: si riuniscono la Germania e l’Europa, si mette fine alla Guerra fredda e il mondo occidentale, sicuro della sua vittoria ideologica fondata sulla democrazia liberale e l’economia di mercato, si avvia a scrivere una nuova pagina di storia. A trent’anni dalla caduta del muro, molti sono tuttavia gli interrogativi e le analisi che si possono fare sulle ricadute di un tale evento e su come il mondo abbia riposizionato e ricostruito le relazioni internazionali nella prospettiva della pace o del conflitto, sia in ambito politico, economico e militare.

Dopo il crollo del muro di Berlino, “Quo vadis, Europa”?

Il 9 novembre 1989 veniva abbattuto il Muro di Berlino, aprendo la strada all’unificazione tedesca del 1990 e, sotto la spinta di altri precedenti movimenti democratici nell’Europa dell’est (come quello di Solidarnosc nel 1980), contribuendo alla dissoluzione dell’Unione sovietica nel 1991. Non fu la fine della storia, come scrisse precipitosamente il saggista americano Francis Fukuyama, in un libro dallo stesso titolo, ma l’inizio di una nuova storia per l’Europa e il resto del mondo.

L’Unione Europea di elezione in elezione

E’ buon segno il ritmo serrato di elezioni che può ancora permettersi la democrazia rappresentativa europea: i suoi cittadini possono regolarmente esprimersi a più livelli, da quello locale a quello nazionale fino a quello europeo. A quest’ultimo si sono espressi lo scorso 26 maggio, confortando l’area politica di orientamento europeista, determinata a proseguire sulla strada dell’integrazione europea e a contrastare i rigurgiti nazional-populisti largamente diffusi in Europa. #editoriale

Scricchiolii nelle istituzioni UE

Questa vigilia di insediamenti delle nuove Istituzioni dell’Unione Europea si rivela più faticosa del previsto. #editoriale

Le eterne sconfitte dei curdi

Si è provvisoriamente concluso il conflitto acceso dai Turchi, il 9 ottobre scorso, nei confronti dei curdi alla frontiera fra la Turchia e la Siria. Un conflitto in una striscia di terra occupata da un popolo, ormai sparso su quattro Paesi, che non ha mai avuto uno suo Stato e che i Turchi non vogliono nemmeno vedere, “per ragioni di sicurezza”, vicini ai loro confini. #editoriale

Brexit, non se ne può più

Di questi tempi l'Unione Europea sembra dotata di poche virtù, ma una di sicuro le è rimasta: la pazienza, in particolare quella dimostrata da oltre tre anni a questa parte nei confronti del Regno (ancora) Unito vittima, per sua libera scelta, della sciagurata vicenda di #Brexit.

La Russia alla conquista del mondo

L'inquietante attualità in Medio Oriente, in cui si incrociano oggi guerre, conflitti, rivalità regionali e ingenti interessi economici e geostrategici, ha in effetto visto entrare in scena con passo deciso e senza tanti scrupoli la #Russia, in particolare a partire dal 2015. #editoriale

Settimana di turbolenze nell’UE

Il Consiglio europeo dei Capi di Stato e di governo del 17-18 ottobre aveva come contorno al tema caldo di Brexit quelli,...

Turchia e Unione Europea: il momento della verità

Non è solo di questi ultimi tempi la storia tormentata dei rapporti tra l’Europa e la Turchia. Senza andare troppo indietro negli anni, ai ripetuti tentativi turchi di conquistare Vienna (1529 e 1683), alle loro contrastate alleanze nel corso delle due guerre mondiali e alle tragiche repressioni del secolo scorso, dal genocidio degli Armeni (1915-1917) all’espulsione dei greci dopo il 1923 fino alla discriminazione dei curdi, succede oggi l’operazione militare chiamata, senza pudore, “Fonte di pace”, con tutto quello che ne segue.

Operazione militare “Fonte di pace” contro i curdi – siriani

Questa nuova guerra, che ha già fatto vittime e migliaia di sfollati, rimettendo in primo piano tutte le sofferenze di un popolo, ha in verità un risvolto politico che affonda le sue radici in una lunga storia che inizia con il Trattato di Sèvres nel 1920 e che prevedeva la creazione di un Kurdistan indipendente.

La guerra commerciale USA-UE

Una volta le guerre si facevano con le cannoniere, più recentemente con i missili. Adesso, sperando non irrompa il nucleare, continuano con le armi del commercio internazionale.

Elezioni in Kosovo: uno scrutinio decisivo per la stabilità della regione

Si sono svolte domenica 6 ottobre le elezioni legislative in Kosovo, Paese di 2 milioni di abitanti, autoproclamatosi indipendente nel 2008 e protagonista, con la Serbia, nel 1998 e 1999 dell’ultima guerra nei Balcani che ha segnato la caduta definitiva della Yugoslavia.

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