La banalità del bene: don Aldo Benevelli

Domenica 19 febbraio ci ha lasciati don Aldo Benevelli, dopo una lunga vita spesa da uomo libero, partigiano, combattente e pacifista, sostenitore dei valori della democrazia e della solidarietà, padre fondatore della cooperazione italiana, attento osservatore e conoscitore del mondo.

La banalità del bene: Livia Laverani Donini

Livia Laverani Donini fu una donna antifascista, partigiana combattente, dirigente comunista e consigliere di amministrazione dell’Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna di Torino.

La banalità del bene: Maria Luisa Alessi

Ernesto Rossi nasce a Caserta il 25 agosto 1897 e, insieme ad Altiero Spinelli e a Eugenio Colorni, viene ricordato come uno dei principali promotori del federalismo europeo.

La banalità del bene: Helmut Kohl e Simone Veil

Due grandi personaggi europei, precursori dell’Unione Europea di oggi, ci hanno lasciato in questi giorni. La banalità del bene di questo mese vuole rendere omaggio a queste due grandi persone: Helmut Kohl e Simone Viel.

La banalità del bene: Aldo Capitini

Filosofo, politico, pacifista, antifascista e poeta, Aldo Capitini nasce a Perugia il 23 dicembre 1899.

La banalità del bene: Liu Xiaobo

Nato nel 1955 a Changchun, in Cina, Liu Xiaobo è stato attivista per i diritti umani, critico letterario, scrittore e docente.

La banalità del bene: Favio Chàvez

“Il mondo ci regala spazzatura, noi gli restituiamo musica!” - Favio Chàvez #labanalitàdelbene

La banalità del bene: la giornata mondiale del rifugiato #withRefugees

Prendendo spunto dal celebre libro di Hannah Arendt “La banalità del male”, questa rubrica vuole essere una provocazione al contrario, con l’obiettivo di narrare storie di eroici...

La banalità del bene: Denis Mukwege

Denis Mukwege è un chirurgo ostetrico e attivista originario del Congo. Nasce a Bukavu il 1 marzo 1955 e studia medicina in Burundi dove lavora per qualche anno prima di trasferirsi in Francia e specializzarsi in ginecologia.

La banalità del bene: Padre Alejandro Solalinde per la Giornata Mondiale dei Rifugiati

Padre Alejandro Solalinde nasce nel 1945 in Messico. È un prete sulla cui testa i “signori della droga” hanno messo una taglia da 1 milione di dollari. Nonostante questo, ogni giorno rischia la sua vita al fine di difendere i migranti che sfidano la vita cercando di attraversare la frontiera verso gli Stati Uniti, offrendo un rifugio e un aiuto e azioni per le quali è stato candidato al Premio Nobel per la pace 2017.

La banalità del bene: Duccio Galimberti

Prendendo spunto dal celebre libro di Hannah Arendt “La banalità del male”, questa rubrica vuole essere una provocazione al contrario, con l’obiettivo di narrare storie di eroici...

La banalità del bene: Ennio Pistoi

Il 20 maggio 1920 nacque a Roma Ennio Pistoi, in seguito riconosciuto come una figura di spicco della storia partigiana piemontese. Come molti partigiani delle valli del cuneese, la sua vita è stata profondamente segnata dalla guerra, che ne ha condizionato tutta la sua esistenza.

La banalità del bene: Ernesto Rossi

Ernesto Rossi nasce a Caserta il 25 agosto 1897 e, insieme ad Altiero Spinelli e a Eugenio Colorni, viene ricordato come uno dei principali promotori del federalismo europeo.

La banalità del bene: Germaine Tillion

Germaine Tillion nasce a Allègre il 30 maggio 1907. Superstite del campo di concentramento nazista di Ravensbruck, si è distinta per essersi battuta dopo la liberazione per la situazione della Guerra d’Algeria e lotta per l’emancipazione delle donne del Mediterraneo.

La banalità del bene: Don Raimondo Viale

Pierre Ceresole è nato nel 1879 a Losanna da una famiglia benestante. Potè così godere di una buona istruzione studiando matematica con l'intento di diventare un ingegnere. Eppure, appena ottenuta l'eredità lasciatagli dal padre, Pierre decise di lasciarla tutta allo Stato, in quanto non si sentiva all'altezza di potersela tenere solamente per sé stesso.

La banalità del bene: Francesco Brondello

L’8 maggio 1920 nacque a Borgo San Dalmazzo Francesco Brondello, futuro parroco proclamato nel 2004 “Giusto tra le Nazioni” in riconoscenza alle sue azioni che durante la seconda guerra mondiale salvarono la vita a molte persone di origine ebraica.

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