Diari d’Europa #366 – UE: non soli per lo ius soli

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Ritorna, e speriamo resti e progredisca, il tema dello “ius soli”, il diritto di cittadinanza per i migranti in Italia.
Non siamo i soli in Europa ad affrontare questo argomento sensibile, da maneggiare con attenzione per non farlo esplodere in polemiche che non portano da nessuna parte, occultando un’evidenza appena denunciata dall’ISTAT: quella di un’Italia con abitanti sempre meno numerosi e più anziani.
Eppure in questa Italia dove c’è posto e bisogno di giovani qualcuno grida all’invasione.
Ci sono in Europa Paesi meno timorosi del nostro, che hanno concesso la cittadinanza ai migranti molto più di noi: e non sono solo i più ricchi, come la Svezia, che ha dato il passaporto nazionale a 6,98% di residenti stranieri ma anche, in seconda posizione, un Paese molto meno ricco del nostro, la Romania con il 4,73%, una percentuale quasi doppia dell’Italia che con il 2,54% si colloca in settima posizione nell’UE dopo, nell’ordine, Portogallo, Finlandia, Olanda e Belgio, precedute da Svezia e Romania.
Non propria da sola l’Italia sulla strada verso lo “ius soli”.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

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