Quattro anni di resistenza: l’Unione Europea rinnova il patto con l’Ucraina

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A quattro anni dall’inizio dell’aggressione russa su vasta scala, il messaggio che arriva da Bruxelles e da Kiev è di una compattezza senza precedenti. Non si tratta più solo di solidarietà, ma di una vera e propria integrazione strategica, economica e militare. Come dichiarato dalla Presidente Roberta Metsola: “La sicurezza dell’Ucraina è la sicurezza dell’Europa, la libertà dell’Ucraina è la libertà dell’Europa”.

L’impegno finanziario dell’UE ha raggiunto cifre record, con quasi 200 miliardi di euro stanziati dall’inizio del conflitto. Il fulcro del nuovo sostegno è il prestito da 90 miliardi di euro, soprannominato “Steel Porcupine” (porcospino d’acciaio) da Ursula von der Leyen. L’obiettivo è rendere l’Ucraina “indigesta” per l’invasore, finanziando la produzione interna di droni, missili e munizioni. Un primo pacchetto operativo è già stato identificato e la consegna è prevista entro Pasqua.

Il fronte energetico resta critico. Mentre la Russia continua a colpire le infrastrutture civili, l’UE ha risposto con il piano “Repair, Rebuild, Restart” da 920 milioni di euro per stabilizzare la rete elettrica ucraina. A questo si aggiungono: oltre 11.000 generatori già inviati (di cui 1.000 solo a gennaio); un nuovo pacchetto di emergenza da 100 milioni di euro per affrontare l’inverno; e la creazione di un “Energy Ramstein” a marzo per coordinare gli aiuti tecnici tra i vari Stati membri.

Sul piano politico, il Parlamento Europeo (con 437 voti favorevoli) ha ribadito che la Russia e la Bielorussia sono pienamente responsabili dei crimini di guerra. È in arrivo il 20° pacchetto di sanzioni, che punterà a: colpire la “flotta ombra” russa che elude i blocchi sul petrolio; interrompere totalmente la dipendenza dall’uranio e dai servizi nucleari russi; e dismettere permanentemente i gasdotti Nord Stream.

Il Presidente Zelenskyy, rivolgendosi agli eurodeputati, è stato categorico: senza una data chiara per l’adesione all’UE e senza garanzie di sicurezza solide (paragonabili all’Articolo 5 della NATO), Putin continuerà a cercare di dividere l’Europa. Il Parlamento ha accolto questa richiesta, sottolineando che ogni futuro accordo di pace dovrà includere riparazioni economiche da parte di Mosca e il ritorno dei bambini ucraini deportati.

L’Europa ha scelto la sua parte, confermando che nessuna decisione sull’Ucraina verrà presa senza l’Ucraina. La battaglia nelle trincee è, oggi più che mai, la battaglia per il cuore di una libera Europa.Per approfondire: A fianco dell’Ucraina a quattro anni dall’invasione su vasta scala russa , Statement by President von der Leyen with President Costa and Ukrainian President Zelenskyy 

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