Da Marie Curie alla ricerca: come l’Europa investe sul futuro

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Nel 1996 la Commissione inaugurava il bando “ Marie Skłodowska-Curie”, destinando fondi europei a chi possiede un dottorato di ricerca per poter ampliare le sue competenze.

Da allora sono passati trent’anni: più di 150mila ricercatori hanno usufruito di questi fondi, fra cui 23 premi Nobel.

Il bando è stato rinnovato anche quest’anno, destinando alla ricerca circa 400 milioni di euro.

Fondi che si inseriscono in un contesto ben più ampio: nel 2026 le azioni “Marie Skłodowska-Curie” possono contare su uno stanziamento complessivo di circa 1,25 miliardi di euro, distribuito tra diversi programmi, che includono scambi di personale del progetto e fondi per creare attrattiva per quanto concerne le carriere di ricerca in Unione Europea.

La presidente della Commissione Europea, Ursula von Der Leyen, ha dichiarato: “Il futuro dell’Europa si basa sulla conoscenza, la scoperta e il talento. […] Oggi rinnoviamo questo impegno. Per i ricercatori di tutto il mondo, il nostro messaggio è chiaro: porta la tua ambizione, porta il tuo talento: l’Europa è il tuo posto per innovare e prosperare.

Proprio in onore dei trent’anni del progetto, l’anniversario verrà celebrato per tutto il 2026 con il motto “30 anni di curiosità che cambiano il mondo”.

Il messaggio mandato dall’Europa è chiaro: investire nella ricerca significa sostenere non solo i fondi, ma anche la curiosità che la rende possibile.
Per ulteriori informazioni: comunicato della Commissione

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