Pubblicata l’edizione 2019 del Rapporto annuale sull’occupazione e gli sviluppi sociali (ESDE)

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L’Europa è fuori dalla crisi, ma servono investimenti per preservare la crescita

La Commissione europea ha recentemente pubblicato il nuovo Rapporto annuale sull’occupazione e gli sviluppi sociali (ESDE), la pubblicazione periodica che analizza l’andamento dei principali indicatori nel campo dell’occupazione e degli affari sociali.

L’edizione 2019 è dedicata al tema della sostenibilità ambientale e della conciliazione tra la lotta ai cambiamenti climatici e la salvaguardia della competitività economica europea.

Il rapporto evidenzia come l’economia europea sia da considerarsi complessivamente uscita dalla lunga crisi economica iniziata nel 2008: il numero di occupati nei Paesi membri ha raggiunto la cifra record di 240.7 milioni, segnando una crescita di ben 13.4 milioni di unità nell’ultimo quinquennio; il numero di europei a rischio povertà è altresì in costante calo.

Le politiche di sostegno alla crescita economica, secondo l’analisi della Commissione, vanno di pari passo con la lotta ai cambiamenti climatici: la transizione verso un’economia “a emissioni zero”, obiettivo dichiarato delle politiche ambientali ed economiche europee a medio termine, avrà un impatto significativo sul mercato del lavoro, creando da sola quasi il 10% dei 13.2 milioni di nuovi posti di lavoro previsti entro il 2030; inoltre, mitigherà almeno in parte le conseguenze occupazionali della trasformazione digitale in atto nell’economia globale, in particolar modo per quanto concerne la cosiddetta “polarizzazione” (la creazione di nuove opportunità occupazionali limitata a figure ad altamente qualificate e ad elevata retribuzione, a fronte di un drastico calo nella domanda di manodopera meno qualificata).

Il rapporto evidenzia, tuttavia, come alcune regioni e settori occupazionali risultino maggiormente esposti alle future ricadute occupazionali della transizione digitale: in tali contesti, sarà fondamentale il ricorso a misure redistributive e di sostegno al reddito.

Globalmente, per poter proseguire lungo la strada di una crescita economica sostenibile, il rapporto sottolinea in primo luogo la necessità di investire nella formazione dei lavoratori e nel miglioramento delle condizioni di lavoro; in secondo luogo, l’importanza di preservare uno stato sociale efficiente: la disponibilità di asili nido e di soluzioni abitative economicamente accessibili, per citare alcuni tra gli esempi più importanti, sono in grado di generare ricadute positive sul benessere dei lavoratori e, di conseguenza, sulla loro produttività.

Per approfondire: il comunicato della Commissione

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