La scuola insegni la sostenibilità ambientale: la proposta della Commissione Europea

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Se si vogliono formare i cittadini europei ad una maggior consapevolezza sull’importanza di un nuovo modo di pensare il nostro stare al mondo, occorre partire dall’insegnamento: il tema della sostenibilità ambientale deve entrare nei programmi scolastici, nei progetti formativi ed in tutto ciò che concorre alla formazione di una necessaria sensibilità sul tema. E’ proprio questa la convinzione della Commissione Europea, che il 17 gennaio ha pubblicato una proposta di raccomandazione del Consiglio sull’apprendimento per la sostenibilità ambientale.

La proposta della Commissione invita gli Stati membri a permettere l’accesso a un’istruzione e una formazione inclusive e di elevata qualità sui cambiamenti climatici, sulla biodiversità e sulla sostenibilità. Essa invita inoltre a intervenire attraverso fondi nazionali e dell’UE per investire in infrastrutture, formazione, strumenti e risorse sostenibili e verdi per aumentare la resilienza e la preparazione dell’istruzione e della formazione alla transizione verde.

La Commissione Europea ha inoltre messo in campo uno strumento, il GreenComp, per indicare l’insieme di competenze sulla sostenibilità da inserire nei programmi educativi e aiutare gli studenti a sviluppare conoscenze, abilità e attitudini che promuovono modi di pensare, pianificare e agire con empatia, responsabilità e cura per il pianeta e per la salute pubblica.

Il 71% dei rispondenti a una consultazione pubblica sul tema ritiene che l’istruzione e la formazione siano il settore più importante per aiutare le persone a comprendere e ad agire sulla sostenibilità ambientale, davanti a enti pubblici e pubbliche amministrazioni(56%) e media (34%). Fornire a insegnanti, formatori, leader giovanili e personale accademico opportunità di sviluppo professionale di qualità in materia di ambiente e sostenibilità è considerata una priorità, oltre a rendere la sostenibilità una questione trasversale nei curricula e nei programmi di studio.

Per saperne di più: il comunicato della Commissione europea

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