I presidenti di Parlamento europeo e Comitato delle regioni esprimono le loro posizioni sul bilancio 2021-2027 dell’UE

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Sassoli ha evidenziato la necessità di mezzi economici appropriati al fine di rendere l’Europa il primo continente privo di emissioni di gas serra entro il 2050

Il bilancio 2021-2027 dell’Unione Europea, il primo senza la presenza del Regno Unito, è attualmente uno dei temi di maggiore importanza per l’UE. Ogni istituzione e organo ne sta discutendo e porta perciò all’attenzione dei capi di Stato e di governo europei quelli che, a suo avviso, dovrebbero essere le priorità principali da affrontare e includere nel bilancio stesso. Non fanno eccezione David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, e Apostolos Tzitzikostas, neo presidente del Comitato delle regioni, che hanno recentemente espresso le proprie opinioni in merito.

Prima dell’inizio del Consiglio europeo che avrebbe dovuto trovare un accordo sul bilancio UE per i prossimi sette anni, David Sassoli ha ricordato come il Parlamento europeo, chiamato a esprimersi in merito alla sua approvazione, non sia disponibile ad accettare «un accordo qualsiasi» che non sia in grado di fornire all’Unione gli strumenti per affrontare le sfide del presente.

Nello specifico, il presidente ha sottolineato l’importanza delle tematiche relative ai cambiamenti in climatici. In questo senso, sono necessari mezzi economici appropriati al fine di rendere l’Europa il primo continente privo di emissioni di gas serra entro i prossimi trent’anni.

«Servono risorse per la crescita e lo sviluppo, e per accompagnare paesi, imprese e cittadini in questa transizione. Vogliamo risorse perché l’Europa sia sempre all’avanguardia in materia di ricerca e non si riduca a importare nuove tecnologie al cui sviluppo non ha mai contribuito», ha aggiunto Sassoli.

A nome del Comitato delle regioni, Apostolos Tzitzikostas ha, invece, richiesto che i finanziamenti a ospedali, scuole, università, ambiente, trasporti locali e piccole imprese vengano preservati. È, infatti, necessario, a suo avviso, che non vi siano riduzioni negli investimenti in quei settori che «contribuiscono a migliorare la vita delle persone nelle città e nelle regioni».

La volontà espressa dal presidente del Comitato è quella di far sì che le comunità locali possano continuare a godere dei fondi provenienti dall’Unione europea. Se succedesse il contrario, infatti, vi sarebbero enormi ripercussioni sulla vita dei cittadini e delle cittadine.

«Per la maggior parte dei nostri Stati membri, i finanziamenti dell’UE a favore della coesione, dell’agricoltura e dello sviluppo rurale rappresentano circa il 50% degli investimenti pubblici totali. Non si tratta solo di solidarietà da parte dell’UE, ma di un impulso alla crescita economica, alla creazione di posti di lavoro e al mercato unico, un impulso che va a vantaggio di tutti», ha ribadito Tzitzikostas.

Per approfondire: il comunicato del Parlamento europeo e il comunicato del Comitato delle regioni

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Nato a Cuneo nel 1995, frequenta il Master of Arts in Studi Interdisciplinari Europei - Major in European History and Civilization presso il College of Europe di Natolin (Varsavia). Ha precedentemente conseguito la Laurea Triennale in Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione e la Laurea Magistrale in Scienze Internazionali - Profilo in Studi Europei, nel cui ambito ha altresì ottenuto il Diploma Interdisciplinare in Migration Studies, presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università degli Studi di Torino.

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