CESE: per superare la crisi è necessario un rilancio degli investimenti pubblici e privati

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Il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), guardando al devastante impatto sociale ed economico che ha avuto la pandemia di Covid-19 sull’Europa, ha adottato due ulteriori pareri sulla strategia annuale per la crescita sostenibile e sulla politica economica della zona euro.

Da un lato, il CESE ritiene che le proposte della Commissione per un piano UE di nuova generazione (il cosiddetto Next Generation EU) siano benvenute e tempestive, in modo da evitare ritardi che sarebbero decisivi, negativamente, per la ripresa. D’altro canto, i membri del CESE avvertono che gli Stati membri devono stimolare gli investimenti pubblici e creare sinergie con gli investimenti privati, in modo da creare un circolo virtuoso che punti ad una ripresa veloce e stabile. In sostanza, il CESE indica all’Unione Europea la strada basata su una governance economica incentrata sulla prosperità e sulla solidarietà, piuttosto che la strada dell’austerità.

I due pareri del CESE avevano come obiettivo quello di fornire ulteriori elementi di riflessione alla Commissione e al Consiglio nel quadro del semestre europeo e sulle relative previsioni d’autunno.

In breve, i due pareri raccolgono le seguenti indicazioni: 

  • Riforma delle politiche fiscali per contrastare tutte le distorsioni, in particolare evasioni e riciclaggio e sostenere l’equità fiscale
  • L’assunzione di un ruolo di primo piano, da parte dell’UE, in settori di vitale importanza: il digitale, l’Intelligenza Artificiale, la tecnologia, la decarbonizzazione e la crescita circolare sostenibile;
  • La definizione di politiche adeguate a sostegno dei sistemi di sicurezza sociale, in particolare per quanto riguarda il reddito della popolazione più vulnerabile 
  • Il Green Deal deve essere anche un patto economico e sociale;
  • Il completamento del mercato unico e dell’unione bancaria, al fine di raggiungere la stabilità dei mercati finanziari;
  • L’attuazione di politiche mirate a sostegno dei sistemi di sicurezza sociale;
  • Una maggiore cooperazione e solidarietà tra Stati membri e tra cittadini.

Per saperne di più: il comunicato del CESE

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Leonardo Ghibaudo
Sono entrato a far parte di APICE dal 2019 e ho avuto la fortuna di ricoprire il ruolo di co-Vicepresidente dell'associazione dal 2022 al 2025. Mi sono laureato in triennale in Scienze Internazionali e in Magistrale in Studi Europei all'Università degli Studi di Torino. Mi sono, poi, avvicinato ai temi di difesa e sicurezza con un Master di Secondo livello (28° ISSMI) al Centro Alti Studi Difesa (Roma), dove sto attualmente conseguendo il Dottorato in Scienze della difesa e della sicurezza.

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