Verso una nuova politica europea per i giovani

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Dal 12 al 14 settembre, circa 250 giovani europei si sono incontrati a Stoccolma nell’ambito della conferenza organizzata dalla presidenza svedese per discutere della futura cooperazione dell’UE nel settore della gioventù. I partecipanti – provenienti dai 27 Stati membri ma anche dagli Stati dell’EFTA (Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein) e dai Paesi candidati all’adesione all’UE (Croazia, Macedonia e Turchia) – hanno potuto confrontarsi con rappresentanti istituzionali (sia a livello nazionale che a livello comunitario) e con esperti del settore su temi chiave che riguardano concretamente i giovani europei come l’istruzione, il lavoro e l’inclusione sociale.
Obiettivo della conferenza era formulare una serie di raccomandazioni per il Consiglio dell’UE di novembre, in cui i 27 ministri interessati dovranno prendere una decisione sul nuovo quadro di cooperazione per la politica giovanile valido per il periodo 2010-2018.
La politica europea di cooperazione nel settore della gioventù – sviluppata a partire dal 1988 – ha subito uno slancio decisivo a partire dal Libro Bianco del 2001, che ha portato all’implementazione di un programma più strutturato incentrato su tre pilastri: cittadinanza attiva tramite il Metodo Aperto di Coordinamento (MAC), integrazione sociale e lavorativa dei giovani nel quadro più generale della Strategia di Lisbona, trasversalità   dell’attenzione per i giovani in tutte le politiche europee. Questo approccio è stato reso ancora più esplicito a partire dal 2005, con l’adozione del Patto Europeo per la Gioventù che ha definito tre aree prioritarie in cui concentrare le azioni in materia di gioventù: occupazione, integrazione e progresso sociale; istruzione, formazione e mobilità  ; conciliazione della vita familiare e lavorativa. I programmi europei all’interno dei quali avrebbe dovuto svilupparsi maggiormente la dimensione giovanile sono: la Strategia di Lisbona, la Strategia Europea per l’Occupazione (SEO), la Strategia per l’Inclusione Sociale e il Programma «Istruzione e formazione 2010».
Questo quadro d’azione, che riguardava il periodo 2001-2009, è ora in fase di valutazione per costruire un nuovo programma potenziando gli aspetti più efficaci e correggendo il tiro su ciಠche ha funzionato meno bene. Nel febbraio del 2008, per esempio, il Parlamento Europeo ha adottato la «Dichiarazione sul Potenziamento delle Capacità   dei Giovani» in cui richiedeva una maggiore attenzione prima dell’adozione di provvedimenti di qualunque tipo per valutare le possibili ricadute sulla sfera giovanile.
La conferenza tenutasi a Stoccolma la settimana scorsa si è incentrata su quale volto debba avere il nuovo quadro di cooperazione europea sui giovani per il periodo 2010-2018, partendo da queste valutazioni e in primo luogo dalla Comunicazione della Commissione Europea (Una Strategia Europea per i Giovani: Investire e Potenziare). Questo documento propone un nuovo approccio basato su tre obiettivi prioritari, strettamente legati all’Agenda Sociale Rivista: creazione di nuove opportunità   per i giovani nell’istruzione e nel mondo del lavoro; miglioramento dell’inclusione sociale dei giovani e della loro piena partecipazione come cittadini; potenziamento della mutua solidarietà   fra i giovani. Questi obiettivi – propone la Commissione – dovranno essere articolati in campi d’azione e avere dei riscontri precisi da verificare ad ogni biennio.
Questo programma è stato accolto con favore dai giovani riuniti a Stoccolma, che hanno discusso nel dettaglio delle piste di attuazione: per esempio, il gruppo di lavoro focalizzato sull’istruzione ha chiesto ai ministri che si incontreranno nel Consiglio UE di novembre di mettere l’istruzione non formale al centro della loro attenzione, portando avanti programmi che incentivino la diffusione della metodologia non formale anche in contesti solitamente distanti da questo approccio, come le scuole; questo, secondo i giovani, sarà   possibile grazie a una migliore integrazione dei settori della società   civile, come le ONG, all’interno delle scuole.
I lavori della conferenza si sono strutturati in gruppi di discussione su dieci tematiche. Oltre all’istruzione, si è discusso di: occupazione e imprenditorialità  , pari opportunità  , potenziamento delle capacità   dei giovani per combattere la stigmatizzazione; contenuti del nuovo Patto Europeo per la Gioventù; salute e benessere; partecipazione; i giovani nel mondo; lavoro; metodo del Dialogo Strutturato; migliore conoscenza.
Tutti i materiali della conferenza, in formato sia testuale che audiovisivo, sono disponibili sul sito dedicato, dove è possibile anche scaricare del materiale collaterale ai lavori, approfondendo vari aspetti della politica europea per i giovani.

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