Un programma per l’Europa

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A meno di due mesi dalle prossime elezioni europee ancora non c’è traccia delle proposte di merito sulle quali si impegneranno le forze politiche in competizione. Ad oggi bisogna accontentarsi di schermaglie di retroguardia per designare i candidati e, più ancora, decidere la loro posizione «utile» nelle liste.
Torna ancora una volta la dinamica del «paracadute» destinata a tenere politicamente in vita personaggi al capolinea, collocandoli magari in nuovi collegi, lontani dalle loro precedenti esperienze politiche spesso infelici.
Senza parlare di quelle candidature «di bandiera» che mirano a raccogliere voti per persone che mai siederanno al Parlamento Europeo perchà© la carica di eurodeputato è incompatibile con responsabilità   pubbliche che già   occupano: una vera e propria «truffa» elettorale ai danni dei cittadini, ingannati nell’esercizio del loro diritto di scelta. Come da sempre accade, uno spettacolo poco edificante che contribuirà   non poco a comportamenti astensionisti di cui l’Europa, in particolare in questo momento difficile di crisi economica, non ha proprio bisogno.
Mentre tutto questo accade in modo diffuso, e non solo nel nostro Paese, e mentre ovunque si tarda ad entrare nel merito delle proposte politiche, vi sono in Europa luoghi istituzionali che si stanno preparando alla nuova legislatura 2009-2014 durante la quale verrà   designata anche una nuova Commissione Europea e, si spera, entrerà   in vigore il nuovo Trattato di Lisbona.
Tra le istituzioni europee che si sono espresse tempestivamente sul futuro dell’Unione europea vi è il «Comitato Economico e Sociale Europeo» (CESE), oggi sotto presidenza italiana. Si tratta di un organo ancora poco conosciuto dai cittadini europei, ma con un profilo particolarmente interessante poichà© riunisce i rappresentanti della società   civile europea (imprenditori, sindacati e altri interessi), chiamati quotidianamente a confrontarsi sui grandi temi della vita europea e a stimolare la capacità   propositiva della Commissione Europea e delle altre istituzioni UE.
Il messaggio del CESE è contenuto in un documento di una cinquantina di pagine dal titolo: «Un programma per l’Europa: le proposte della società   civile». Gli obiettivi dichiarati hanno ambizioni di prospettiva e si collocano sul piano politico ed istituzionale per sostenere la scelta di «un modello di Europa che sia inclusivo e solidale e che vada nella direzione di un più forte coordinamento tra le regole economiche e quelle politiche, basato su strategie di cooperazione e di integrazione».
Il documento merita una particolare attenzione: da una parte perchà© offre un contributo stimolante all’esangue dibattito europeo nonostante l’imminenza della consultazione elettorale e, dall’altra, perchà© percorre, in questa stagione di crisi economica e sociale, uno spettro ampio di temi che hanno ricadute importanti sulla vita quotidiana dei cittadini europei.
Le proposte sono raccolte in quattro capitoli: il rilancio economico, i diritti fondamentali e il modello sociale europeo, lo sviluppo sostenibile e la governance.
Sono ripresi nel primo capitolo temi economici relativi alla base industriale dell’economia europea, la forza propulsiva della piccola e media impresa, la ricerca e il sostegno finanziario ad un’economia sociale.
Sul tema dei diritti vengono rchiamati il programma europeo di azione sociale, la lotta all’esclusione, l’integrazione dei cittadini immigrati; sullo sviluppo sostenibile sono messi in evidenza i temi del rispetto ambientale, del cambiamento climatico e della sicurezza energetica.
Infine, sul tema sensibile del governo democratico delle nostre istituzioni l’accento è posto su una rinnovata «governance» delle organizzazioni internazionali, la promozione dei diritti economici, sociali e culturali a livello mondiale, la risposta alla sfida alimentare e alle esigenze di sviluppo per i Paesi in difficoltà  .
Particolarmente significativa la conclusione che mette l’accento sull’urgenza di promuovere una democrazia partecipativa favorendo le capacità   di iniziativa dei cittadini in seno all’Unione europea.
Nell’attesa che le forze politiche nazionali trovino il tempo – se mai lo troveranno – di formulare le loro proposte per l’Europa, prendendo coscienza che il futuro è più grande dei litigi di cortile e delle consultazioni amministrative, il Comitato Economico e Sociale Europeo ci offre il contributo di una riflessione condivisa tra le forze vive della società   che potrà   aiutare gli elettori europei a giungere preparati alle imminenti elezioni per il Parlamento Europeo.

1 COMMENTO

  1. Vorrei semplicemente sottolineare l’importanza di tutto il discorso richiamato da Franco Chittolina ed ulteriormente evidenziare la frase finale:”
    Particolarmente significativa la conclusione che mette l’accento sull’urgenza di promuovere una
    democrazia partecipativa favorendo le capacità  di iniziativa dei cittadini in seno all’Unione europea”. Mi pare che a Torino il programma “Biennale democrazia” di questi giorni, potrebbe divenire qualche cosa per andare in quella direzione se noi tutti lo rendessimo davvero un continuo e non l'”episodio culturale” del giorno a cui partecipare.
    Cordialmente a tutti
    Maria Cantoni

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