Rom: dura presa di posizione della Commissione Europea

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La Francia ha violato il diritto comunitario se le misure adottate dalle autorità   francesi in applicazione della direttiva sulla libera circolazione erano indirizzate a un determinato gruppo sulla base della nazionalità  , razza o origine etnica.
Questa la posizione della Commissione Europea espressa il 14 settembre scorso dalla vicepresidente Viviane Reding, responsabile per la Giustizia, i Diritti fondamentali e la Cittadinanza, e che ha indotto l’esecutivo europeo a chiedere chiarimenti al governo francese.
«Il ruolo della Commissione, in quanto custode dei Trattati, è reso estremamente difficile se non possiamo più avere fiducia nelle assicurazioni date da due ministri francesi in una riunione formale con due commissari e con circa 15 funzionari di alto livello» ha osservato Reding, aggiungendo: «Questa situazione, che ha dato l’impressione che le persone vengono rimosse da uno Stato membro dell’Unione Europea solo perchà© appartengono a una minoranza etnica, è vergognosa e non avrei pensato si potesse ripetere in Europa ancora una volta dopo la seconda guerra mondiale. Trovo pertanto molto inquietante che uno Stato membro metta così gravemente in discussione, con le azioni della sua amministrazione, i valori comuni e la legge della nostra Unione Europea». Per queste ragioni la vicepresidente della Commissione Europea ha annunciato l’inevitabilità   di avviare procedure di infrazione contro la Francia per l’applicazione discriminatoria della direttiva sulla libera circolazione e per la mancanza di trasposizione delle garanzie procedurali e sostanziali nell’ambito della stessa direttiva.
Precisando che sarà   offerto alle autorità   francesi il diritto di presentare osservazioni sui nuovi sviluppi, Reding ha comunque voluto sottolineare che «la pazienza si sta esaurendo», perchà© «gli Stati membri non possono aspettarsi un trattamento particolare, soprattutto se i valori fondamentali e le leggi europee sono in gioco». Questo vale oggi per la Francia, ha concluso, «ma anche per tutti gli altri Stati membri, grandi o piccoli, che si troveranno in una situazione simile».
Un presa di posizione finalmente decisa quella della vicepresidente della Commissione, che ha innescato polemiche con il presidente francese Sarkozy ma che è stata sostenuta dal presidente della Commissione Barroso e dal presidente di turno dell’UE, il belga Yves Leterme, il quale ha assicurato a margine del Consiglio Europeo del 16 settembre scorso che «tutti sono d’accordo a dire che è la Commissione che deve vigilare sulla buona applicazione degli impegni assunti dalla Francia».
Data la difficile situazione creatasi con il governo francese, appoggiato apertamente solo da quello italiano, i leader europei riuniti a Bruxelles hanno perಠdeciso di rinviare a un prossimo Vertice il dibattito su una strategia di lungo termine per risolvere la questione della popolazione rom.

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