Ritardi nell’applicazione della direttiva sull’asilo

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Il 1° dicembre scorso è scaduto il termine per la trasposizione della direttiva europea sugli standard minimi di asilo (2005/85/EC): solo 6 Stati membri dell’UE hanno comunicato le misure nazionali adottate per recepire pienamente la direttiva, altri 4 hanno notificato una parziale trasposizione.
Gli unici Paesi che hanno rispettato i tempi previsti e notificato alla Commissione europea di aver adottato le misure necessarie per applicare le norme europee sull’asilo sono dunque Austria, Bulgaria, Germania, Lussemburgo, Regno Unito e Romania. I quattro Stati membri che non hanno ancora adempito completamente agli obblighi europei ma che almeno hanno iniziato a farlo sono Belgio, Estonia, Francia e Lituania, mentre tutti gli altri latitano clamorosamente a dimostrazione delle forti difficoltà   che incontra il percorso verso la politica comune in materia di asilo e immigrazione. «Questo ritardo manda un pessimo messaggio» ha dichiarato il commissario europeo responsabile per Libertà  , Sicurezza e Giustizia, Franco Frattini, sottolineando come la direttiva introduce una serie di misure necessarie a garantire chi ha diritto a chiedere protezione negli Stati membri dell’UE. Tra queste, la velocizzazione dell’analisi delle domande, informazioni esaustive all’inizio del processo circa le procedure da seguire e particolare attenzione alle necessità   dei minori non accompagnati.
La completa implementazione delle norme obbligatorie contenute nella direttiva è una precondizione fondamentale per procedere verso la normativa comune sull’asilo, come descritta nelle conclusioni di Tampere e reiterata nel Programma dell’Aia.

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