Critiche europee alle elezioni russe

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Le elezioni tenutesi in Russia per il rinnovo della Camera bassa (Duma) «non si sono svolte in un clima imparziale» e sono state «inique», secondo quanto affermato dai componenti della missione di osservazione formata da parlamentari del Consiglio d’Europa e dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE).
Gli osservatori europei ritengono infatti che queste elezioni non abbiano rispettato vari criteri e standard previsti per elezioni democratiche.
In particolare, «lo scrutinio si è svolto in un’atmosfera che ha seriamente limitato la competizione politica, in cui gli abusi delle risorse amministrative sono stati frequenti, la copertura mediatica era principalmente a favore del partito al potere e l’effetto cumulativo del codice elettorale ha ostacolato il pluralismo politico». Le elezioni russe del 2007, conclude dunque la missione congiunta del Consiglio d’Europa e dell’OSCE, «non si sono svolte in un’atmosfera imparziale».
Gli elementi che hanno destato maggior preoccupazione sono stati «la fusione dello Stato con un partito politico», fatto ritenuto un abuso di potere e una chiara violazione degli standard e degli impegni internazionali. Poi, l’atteggiamento dei media che si sono dimostrati ampiamente a favore del presidente Putin e del partito al potere, Russia Unita. Inoltre, notano gli osservatori europei, il nuovo codice elettorale rende estremamente difficile per i partiti nuovi e per i partiti minori svilupparsi e competere. Infine, varie testimonianze raccolte hanno denunciato molestie nei confronti dei partiti dell’opposizione.
«Alcune violazioni dei diritti fondamentali» sono rilevate anche dalla commissaria europea agli Affari esteri Benita Ferrero-Waldner, in particolare per quanto concerne i diritti di assemblea e di libertà   di espressione. La Commissione europea non intende perಠancora esprimere un giudizio definitivo: «Stiamo esaminando le informazioni provenienti da fonti differenti, con la presidenza e l’Alto rappresentante per la Politica estera Javier Solana» ha reso noto il portavoce Johannes Laitenberger.

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