Passi avanti verso un’Europa più sociale

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La Commissione europea accoglie favorevolmente gli accordi raggiunti dal Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori”

Il Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori” nel corso dell’ultima seduta, il 21 giugno scorso ha raggiunto un accordo su tre proposte della Commissione in materia di sicurezza sociale e lavoro, in conformità al Pilastro europeo dei diritti sociali.

Il primo accordo prevede la revisione del meccanismo di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, il complesso normativo che individua diritti, doveri e competenze in materia di previdenza sociale per quei cittadini europei che vivono o lavorano in un altro stato membro.  La riforma intende garantire un maggior livello di trasparenza ed equità in materia, riducendo i divari tra i Paesi membri ed estendendo le forme di protezione riservate ai lavoratori autonomi o atipici. Al riguardo, al fine di integrare e agevolare l’attuazione delle norme sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, la Commissione ha presentato, nello scorso mese di marzo, una  proposta relativa a un’autorità europea del lavoro, tuttora al vaglio del Consiglio dei Ministri.

Il secondo accordo concerne l’emanazione di una nuova direttiva in materia di equilibrio tra attività professionale e vita familiare, concepita per introdurre nuovi standard minimi, o più elevati,  in materia di congedi di paternità, congedi parentali e congedi per prestatori di assistenza, parificandone la retribuzione a quella prevista in caso di congedo per malattia e introducendo la possibilità di ottenere modalità di lavoro flessibili in caso di particolari necessità assistenziali.

Il terzo e ultimo accordo riguarda la direttiva relativa a condizioni di lavoro più trasparenti e prevedibili in tutta l’UE. Nella proposta iniziale della Commissione, tale direttiva intendeva garantire adeguati livelli di informazione e trasparenza nei confronti dei lavoratori in merito alle condizioni contrattuali di lavoro e  uniformare la definizione legislativa di “lavoratore” nei vari Stati membri, assicurando l’inclusione dei lavoratori autonomi o atipici e delle altre categorie a tutt’oggi escluse dall’applicazione delle altre direttive in materia. La proposta della Commissione in merito a questo terzo e ultimo punto è stata accolta solo parzialmente dal Consiglio, suscitando la perplessità della Commissaria per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori Thyssen che ha definito l’accordo meno ambizioso rispetto alla proposta originaria.

Per approfondire: il comunicato stampa, le proposte della Commissione

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