Mai così elevato il rischio di desertificazione globale

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Dal nuovo Atlante mondiale della desertificazione emergono prospettive apocalittiche

Ha visto recentemente la pubblicazione il nuovo Atlante mondiale della desertificazione, frutto delle ricerche condotte dal Centro comune di ricerca (JRC), il servizio scientifico interno della Commissione europea.

Gli scenari prospettati superano, per gravità, qualunque film di genere fantascientifico-apocalittico.

Si stima che la percentuale di suolo degradato, ossia quello la cui fertilità sia del tutto o in parte compromessa, ammonti, ad oggi, al 75% della superficie terrestre, registrando incrementi annui di vastità pari alla metà della superficie dell’intera Unione Europea.

Entro il 2050, l’avanzare della degradazione del suolo potrebbe provocare un crollo del 10% della produzione agricola mondiale, colpendo, in particolar modo, Cina, India e Africa subsahariana: la scarsità delle risorse disponibili, unitamente al costante aumento della popolazione globale, costringerà allo sfollamento 700 milioni di persone, cifra potenzialmente in grado di raggiungere i 10 miliardi di individui entro la fine del secolo.

Per contrastare il fenomeno, dalle cui conseguenze anche il nostro Paese non è immune, occorre agire tempestivamente a livello locale, aumentando la resa dei terreni per scongiurare un’ulteriore, incontrollata espansione agricola, e modificando radicalmente il nostro regime alimentare.

 

Per maggiori informazioni: il comunicato della Commissione, pagina di download dell’Atlante (gratuito)

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