Nell’UE diritti dei lavoratori al centro nell’era in cui anche le assunzioni sono basate sull’IA

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I datori di lavoro europei sono sempre più alla ricerca di personale altamente qualificato. Questa ricerca deve essere il più possibile rapida ed efficiente, e per questo un numero sempre maggiore di imprese si avvale dell’Intelligenza Artificiale nelle procedure di assunzione. Dalla selezione dei CV ai colloqui, l’AI può semplificare ogni fase, ridurre i tempi di assunzione e rendere l’intera procedura più efficiente in termini di costi.

Ma c’è anche un rovescio della medaglia: questo tipo di selezione può creare un forte distacco tra la persona in cerca di lavoro e il selezionatore, facendo venir meno l’elemento prettamente umano. Per questo l’Unione Europea ha deciso di intervenire, introducendo norme che servono a rendere più trasparente e responsabile il suo utilizzo.

Ai sensi del regolamento sull’IA:

  • nessuno strumento di intelligenza artificiale può prendere decisioni definitive in materia di assunzioni senza che ne sia al corrente una persona qualificata;
  • è vietato utilizzare l’IA per dedurre emozioni, livelli di stress o tratti della personalità e assegnare punteggi numerici alle persone;
  • a partire dal 2 agosto 2026, le aziende che si avvalgono di strumenti di IA per le assunzioni, la valutazione delle prestazioni o altre decisioni in materia di occupazione dovranno verificare regolarmente la presenza di distorsioni e rischi per la sicurezza, conservare registrazioni tecniche dettagliate, garantire la supervisione umana e la trasparenza, oltre a monitorare costantemente i propri sistemi;

Queste norme si applicano anche alle imprese di Paesi terzi, se il loro sistema di IA viene utilizzato nell’UE o riguarda cittadini dell’UE.

In quanto cittadini europei, dunque, è fondamentale ricordare che si ha diritto a ricevere informazioni in anticipo sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e sul ruolo che svolge nelle decisioni dell’azienda in materia di assunzioni, ma anche a chiedere che tali decisioni siano esaminate da una persona. E’, inoltre, possibile richiedere di non far analizzare le proprie espressioni facciali, il tono di voce o il linguaggio del corpo durante un colloquio, e di essere informati sui dati raccolti, chiedendone la cancellazione una volta conclusa la procedura di assunzione.  

Per approfondire: Jobseekers know your rights in the age of AI hiring

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Denise Arneodo
Ho una laurea triennale in filosofia, seguita da una magistrale in relazioni internazionali. Mi appassionano molto l'attualità e il progetto d'integrazione europea. Amo viaggiare, leggere e partecipare attivamente alla vita culturale della mia città.

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