L’Unione Europea sta valutando la possibilità di sospendere le esportazioni di rifiuti di plastica verso la Turchia, a causa delle preoccupazioni sulla gestione e sul riciclo dei rifiuti nel Paese. La Turchia è una delle principali destinazioni dei rifiuti di plastica europei. Nel 2025 ha importato circa 510.000 tonnellate di plastica dall’UE, pari a circa il 36% delle esportazioni europee di questo tipo di rifiuti. Tuttavia, secondo le valutazioni della Commissione europea, solo una parte limitata di questi materiali viene effettivamente riciclata.
Il problema riguarda soprattutto il rischio che i rifiuti non correttamente trattati finiscano in discarica, vengano bruciati o si disperdano nell’ambiente, causando inquinamento del suolo e delle acque.
La questione si inserisce nella revisione delle norme UE sulle spedizioni di rifiuti. Le nuove regole prevedono controlli più rigorosi sulle esportazioni verso Paesi extra-UE e consentono all’Unione di sospendere le esportazioni quando non ci sono sufficienti garanzie di una gestione rispettosa dell’ambiente.
Per il momento, Bruxelles non ha imposto un divieto alla Turchia. L’UE continuerà a collaborare con le autorità turche e a monitorare la situazione. Se non saranno adottate misure adeguate, però, le esportazioni potrebbero essere sospese.
La vicenda solleva una questione centrale per la politica ambientale europea: il riciclo dei rifiuti può essere considerato davvero sostenibile se i rifiuti vengono semplicemente trasferiti fuori dall’UE? L’Unione punta a sviluppare un’economia circolare, riducendo la produzione di rifiuti e aumentando il riutilizzo e il riciclo dei materiali. Per raggiungere questo obiettivo, però, sarà necessario garantire che i rifiuti esportati siano effettivamente recuperati e non diventino una fonte di nuovo inquinamento.
Per maggiori informazioni: EU approves sending mountains of trash to Turkey despite environmental fears













