La proposta della Commissione europea per il bilancio pluriennale dell’UE 2028-2034 rappresenta un cambiamento strutturale dell’architettura finanziaria tradizionale. Obiettivi principali di questo cambio di paradigma sono: la semplificazione, che si manifesta nella riduzione delle rubriche di spesa da 7 a 4 e dei programmi da 52 a 16; la razionalizzazione, per aumentare l’impatto degli investimenti per territori e imprese; la flessibilità nel rispondere rapidamente a crisi ed emergenze di varia natura.
La prima rubrica, il Fondo europeo per la coesione economica, territoriale e sociale, l’agricoltura e lo sviluppo rurale, la pesca e la politica marittima, la prosperità e la sicurezza (da qui in poi “Fondo”), accorpa in una cornice unitaria programmi prima frammentati: Fondi strutturali (sviluppo regionale e politiche sociali), Fondo di coesione, fondi per l’agricoltura (PAC) e pesca (PCP), fondi per sicurezza, asilo, migrazioni e frontiere, Fondo sociale per il clima.
Con una dotazione di 865 miliardi di euro, il Fondo si suddivide nelle seguenti categorie:
- Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR), maxi-fondi che inglobano le risorse per coesione, sviluppo regionale, agricoltura, pesca, sicurezza e migrazioni. Si tratta di 782,9 miliardi da ripartire in base a indicatori economici, sociali e ambientali tra i 27 Stati membri, i quali dovranno elaborare piani di investimenti e riforme sul modello PNRR, per poi trasmetterli alla Commissione e attendere l’approvazione del Consiglio UE.
- Piano Interreg (10,3 miliardi), che include i fondi per la cooperazione territoriale europea (CTE), progetti transfrontalieri e transnazionali.
- Strumento dell’UE (71,9 miliardi): finanzia progetti con valore aggiunto europeo e agisce come fondo di riserva per far fronte a shock imprevisti.
Sono previste inoltre risorse aggiuntive fuori bilancio, pari a 50 miliardi del Fondo sociale per il clima e 150 miliardi di prestiti attraverso lo strumento Catalyst Europe, che possono essere richiesti dagli Stati membri in dotazione ai PPNR.
In linea con gli obiettivi dell’Unione, sono stati inseriti dei vincoli minimi di spesa per i capitoli ambiente (almeno il 35 % delle risorse), e occupazione e inclusione sociale (almeno il 14 %).
Con l’istituzione dei PPNR, l’obiettivo del Fondo è garantire una coerenza maggiore tra i vari programmi di spesa, massimizzando l’impatto degli investimenti in tutti gli ambiti coinvolti, dalle diseguaglianze territoriali e l’agricoltura all’inclusione sociale e la sicurezza.
Sarà inoltre cruciale consolidare la capacità amministrativa a tutti i livelli (nazionale, regionale e locale) per migliorare la qualità della programmazione e dell’attuazione dei progetti.
Per approfondire:
QFP 2028-2034 | Piani di partenariato e Fondo PNR: governance e bilancio













