L’Unione Europea è in ritardo nella transizione energetica

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Per raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici che l’UE si è posta per il 2050, è necessario un cambio di passo.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha espresso la sua posizione, in un parere di marzo elaborato da Lutz Ribbe, in merito alla relazione 2020 sullo stato dell’Unione dell’energia (pubblicata dalla Commissione europea lo scorso ottobre) e alla valutazione dei piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC). Il CESE ha evidenziato che, sebbene gli obiettivi per il 2020 siano stati nell’insieme raggiunti, è necessario spingersi oltre e fare di più. Infatti, il Comitato è parecchio critico nei confronti della Commissione su diversi fronti: in primis, ritiene che la questione di porre i cittadini e le comunità al centro dell’Unione dell’energia dovrebbe essere affrontata e approfondita meglio sia dalla Commissione che dagli Stati membri, definendone sia gli obiettivi che le strategie per raggiungerli; inoltre, il CESE sottolinea che non sono stati compiuti passi in avanti sugli altri tre propositi: la riduzione della dipendenza energetica, l’eliminazione delle sovvenzioni alle fonti energetiche dannose e l’assunzione di un ruolo di guida nell’ambito della transizione energetica.

Per saperne di più: il comunicato del CESE

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