Le esportazioni europee garantiscono 38 milioni di posti di lavoro

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La Commissione ha pubblicato, il 12 novembre scorso, una relazione che illustra come una politica commerciale aperta e che investe sulle esportazioni sia fondamentale per una crescita economica e occupazionale a livello europeo. È stato registrato infatti un aumento dei posti di lavoro dipendenti dalle esportazioni UE, in particolare si contano 38 milioni di occupati nel settore, 11 milioni in più rispetto a dieci anni fa, con uno stipendio del 12% più alto rispetto agli altri impieghi in altri settori dell’economia.

Il fenomeno si spiega analizzando l’aumento delle esportazioni all’interno del mercato europeo per un totale del 130% a fronte di un incremento del 75% dei posti di lavoro tra il 2000 e il 2019. Lo studio dei dati porta a dimostrare dunque, come un aumento degli scambi commerciali comporti un aumento dei posti di lavoro, dunque si intende proseguire su una linea di promozione di questo tipo di scambi con regole rigorose che permettano che essi vengano rispettati.

Il 93% degli esportatori UE sono piccole e medie imprese, è essenziale garantire loro aiuti per trarre vantaggio dalle opportunità offerte dai 45 accordi commerciali conclusi dall’UE con paesi terzi. Gli Stati membri che maggiormente hanno visto un incremento dell’occupazione negli ultimi 20 anni sono Bulgaria (+368%), Slovacchia (+287%), Irlanda (+202%), Slovenia (+184%) ed Estonia (+173%).

È importante inoltre marcare come i benefici portati da queste operazioni di esportazione non tocchino solo lo Stato membro direttamente interessato, ma abbiano una ricaduta positiva a catena su diversi altri paesi coinvolti e i loro lavoratori. Infatti è necessario tenere conto della catena di produzione che coinvolge diverse aziende fornitrici di merci e servizi, anch’esse vedono incrementare i propri guadagni: si possono portare gli esempi della Francia, le cui esportazioni extra UE promuovono circa 658 000 posti di lavoro in altri Stati membri dell’UE, mentre sono 200.000 i posti di lavoro europei che dipendono dalle esportazioni polacche.

Questo meccanismo coinvolge anche diversi paesi extra UE, dove infatti sono stati creati circa 24 milioni di posti di lavoro, raddoppiando il numero rispetto al 2000, in particolare nei paesi di Stati Uniti, India e Turchia. Infine è importante ricordare la questione di genere, presa in esame dallo studio, che ha dimostrato come gli scambi commerciali europei abbiano garantito l’occupazione di oltre 14 milioni di donne.

Per saperne di più: il comunicato della Commissione europea

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