Iniziative dei cittadini europei (ICE) 2020 : il resoconto di una giornata di discussioni al CESE

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La giornata delle Iniziative dei cittadini europei (ICE) 2020 si è tenuta a Bruxelles il 25 febbraio scorso ed è stata organizzata dal CESE (Comitato economico e sociale europeo) per consentire ai cittadini dell’UE una maggiore partecipazione nella vita delle istituzioni europee.

I partecipanti al convegno hanno posto il problema del ruolo delle nuove tecnologie e della democrazia digitale per quanto riguarda la partecipazione attiva dei cittadini alla prossima Conferenza sul futuro dell’Europa (che inizierà il 9 maggio dell’anno corrente). Tale partecipazione dovrà infatti essere molto più attiva e più incisiva rispetto ai precedenti (e mal riusciti) tentativi di dialogo con i cittadini, quali le petizioni.

Il tema della democrazia digitale ha infatti stimolato un dibattito molto appassionato sia all’interno delle istituzioni europee che tra i diversi cittadini: per Luca Jahier, presidente del CESE, la democrazia rappresentativa ha un grande valore perché rende possibile avere voce in capitolo al di fuori dei partiti politici e della società civile organizzata; tuttavia, sempre secondo Luca Jahier, non bisogna abbracciare la nuova via digitale inconsciamente e senza pensiero critico, perché ci si esporrebbe ai suoi rischi intrinsechi (notizie false, disinformazione e big data). Secondo Dubravka Šuica, vicepresidente per la democrazia e la demografia della Commissione europea e responsabile della Conferenza sul futuro dell’Europa, si deve inglobare il potenziale democratico della tecnologia (apertura, reattività, trasparenza, disponibilità), evitando i suoi pericoli (manipolazione e sicurezza dei dati); proprio per questo, ha anche affermato che c’è la necessità di mettere a punto la metodologia della Conferenza sul futuro dell’Europa.

Ma, quindi, avere più democrazia è sempre meglio? A questa domanda ha provato a rispondere Jamie Susskind, autore del best seller “Future Politics: Living Together in a World Transformed by Tech”, il quale ha affermato che con la tecnologia si aprono una varietà di opzioni politiche per la partecipazione diretta o l’uso dei dati ancora inesplorate e, per questo, secondo lo scrittore, dovremmo interrogarci con urgenza sulle ragioni morali e filosofiche dei cambiamenti che vorremmo in tema di democrazia partecipativa/democrazia rappresentativa ed evitare che la tecnologia, alla velocità con cui evolve, superi il corso delle nostre stesse riflessioni.

Secondo Lisa Lironi, senior manager per la Democrazia Europea presso l’European Citizen Action Service, invece, la democrazia può essere salvaguardata aggiornandola per incanalare le opportunità che le sfide di questa era digitale offre e non proteggendola dalle stesse.
Infine, un sondaggio condotto durante l’evento ha mostrato che una grande maggioranza dei partecipanti riteneva fondamentale che il contributo dei cittadini avesse un impatto reale sulle decisioni dell’UE oltre le elezioni.

Per approfondire: il comunicato del CESE

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