Il Consiglio mira a combatte la povertà promuovendo un adeguato reddito minimo

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Al fine di rafforzare le reti di sicurezza sociale combattendo contro la povertà, la
disoccupazione e l’esclusione sociale, il Consiglio raccomanda agli Stati membri fornire
un adeguato reddito minimo entro il 2030 e prestazioni monetarie garantendo inoltre
l’accesso ai servizi essenziali.
Il reddito minimo deve essere stabilito in base all’analisi delle situazioni di svantaggio
delle famiglie, delle fonti di reddito complessive, delle esigenze specifiche nonchè del
tenore di vita e dei livelli dei prezzi di mercato.
Inoltre il Consiglio ha previsto la possibilità di assegnare il reddito minimo a singoli
individui all’interno della famiglia al fine di promuovere non solo la parità di genere e
l’indipendenza economica delle donne ma anche dei giovani e delle persone con
disabilità.
Il reddito minimo è uno elemento fondamentale per contrastare la povertà e stabilizzare
l’economia; contribuisce infatti a favorire una ripresa sostenibile dai momenti di crisi
economica andando a costruire società più coese e resilienti.
Ad oggi in seguito alle crisi economiche e sociali verificatesi a causa del COVID-19 e alla
guerra della Russia nei confronti dell’Ucraina, è ancora più forte la necessità di stanziare
il reddito minimo a sostegno delle famiglie più colpite dall’inflazione e dal rincaro
dell’energia.
La Commissione ha presentato la proposta di raccomandazione al gruppo “Questioni
sociali” il 7 ottobre 2022; successivamente la raccomandazione è stata inserita tra i punti “A”
del Consiglio il 30 gennaio 2023.

Per approfondire: Il Consiglio adotta una raccomandazione su un adeguato reddito
minimo

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