Il CESE e le risposte alla crisi sociale

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Al giorno d’oggi 84 milioni di europei vivono sotto la soglia di povertà e 26 milioni di persone non hanno lavoro.

La crisi economica e finanziaria si è trasformata anche in una crisi sociale e democratica in cui la fiducia riposta nell’Unione Europea rappresenta il 31%. La domanda è: l’Europa è pronta a dare una risposta alle preoccupazioni e alle aspettative dei propri cittadini?

La risposta è sì.

il 22 ottobre, infatti, il Comitato economico e sociale europeo ha tenuto una conferenza di alto livello a Vilnius per discutere delle grandi sfide e opportunità alle quali l’Europa deve far fronte nell’ottica di una società europea sempre più equa e responsabile. La Presidenza europea lituana, i rappresentanti della società civile europea (CESE) e le autorità lituane, hanno trovato immediato accordo sul fatto che lo stimolo economico debba essere necessariamente accompagnato da misure sociali.

Luca Jahier, presidente di vari gruppi di interesse del Comitato Economico e Sociale Europeo, ha dichiarato: “A causa della crisi, in molti dei paesi in cui vige la politica di austerità, siamo testimoni di un crescente estremismo politico e demagogia. Le unioni economiche, finanziarie e bancarie sono i pilastri dell’Unione Economica e Monetaria, tuttavia esse devono necessariamente essere accompagnate da misure che promuovano la crescita e l’equità, la creazione di occupazione, la riduzione della povertà e la coesione territoriale e sociale. Oggi, per esempio, spetta alla Lituania, paese dalle grandi performance economiche, condividere la propria esperienza di riforme economiche difficili. La Lituania ha molto da insegnare all’Europa, non è per niente, infatti, che in Lituania l’80% della popolazione sostiene che l’ingresso nell’Unione Europea abbia portato grandi benefici.”

Durante la conferenza sono state avanzate proposte molto interessanti in risposta ai temi discussi, per esempio la creazione di un Network Europeo per la Formazione di disoccupati, che offrirebbe un corso di due anni di ripreparazione in aggiunta a “buoni” per incoraggiare la formazione tra i vari paesi; la messa in campo di Bond sociali europei per favorire investimenti in progetti sicuri; un Progetto di Garanzia per i Giovani Europei ancora più efficace, con ulteriori fondi estesi anche ai giovani trentenni.

Il CESE, da sempre sensibile alle tematiche sociali, ha ribadito la necessità sfruttare il grande potenziale dei giovani mettendo in campo, anche in condizioni economiche precarie, misure che favoriscano il mercato occupazionale. “Abbiamo bisogno di più Europa nell’Unione Europea” conclude Rolandas Krisciunas, viceministro degli Esteri lituano. Affermazione carica di verità, soprattutto in vista delle imminenti elezioni parlamentari europee.

di Sofia Dell’oro

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