Diari d’Europa #285 – Troppi “ragazzi no” in Europa

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A prima vista sembrerebbe che la più giovane età sia ricca di spinte positive, un normale “sì” alla vita.Non è purtroppo quello che accade ai “ragazzi del no”, quelli che non studiano, non lavorano e non si formano: li chiamano i “neet” (Not in Education, Employment or Training) e in Europa sono tanti, troppi.

Tra i giovani tra i 15 e 24 anni si registra in Europa una media di “neet” dell’11,6%, purtroppo quasi il doppio in Italia, in questa sconfortante classifica: il 20,7%. In fondo alla classifica, in vantaggio di ben 5 punti percentuali, fanno meglio di noi Bulgaria e Spagna.

Sembrava che la distanza andasse diminuendo nei due anni scorsi quando si era scesi al 18,1% nel 2019.

C’è chi mette questi numeri sul conto del Covid-19. Ma forse non è il solo virus ad esserne responsabile.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

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