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Adriana Longoni

Adriana Longoni
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Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.

La Serbia alle elezioni, tra crisi e Europa

Contrariamente alle previsioni che davano quasi per scontata la riconferma per un terzo mandato a Boris Tadic, rappresentante del partito democratico, la maggioranza degli elettori serbi ha invece deciso di portare alla Presidenza Tomislav Nikolic del Partito progressista serbo. Un risultato complesso e carico di significati se si considera che per la prima volta il Paese è andato a votare sulla base di nuove prospettive politiche e non sotto la pressione di vecchi o più recenti traumi che hanno segnato la sua storia degli ultimi venti anni.

Elezioni anche a sud del Mediterraneo

Questo mese di maggio non è solo momento di elezioni in Europa, ma lo è anche sulle sponde meridionali del Mediterraneo, sempre percorse dalle turbolenze della Primavera araba.

9 Maggio: i giorni della memoria

Il 9 maggio 1945 segna una data storica in Europa: in quel giorno tacciono finalmente le armi dopo anni di una guerra terribile. Cinque anni più tardi, il 9 maggio 1950, il Ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, tendendo la mano agli avversari della guerra da poco conclusa, in una famosa dichiarazione propone alla Germania e ai Paesi che lo desiderano, di creare una comunità di interessi pacifici. Si avvia così il più grande progetto storico del XX secolo, il processo di integrazione europea.

Julia Tymoshenko fra Russia e Europa

Julia Tymoshenko è in prigione dall’ottobre 2011 e la sua condanna a 7 anni di reclusione ha segnato in questi ultimi mesi anche le relazioni tra l’UE e l’Ucraina. La recente denuncia di gravi maltrattamenti in carcere e l’inizio dello sciopero della fame hanno sollevato nuove inquietudini, tanto da spingere molti Paesi, Germania in testa, ad interrogarsi sulle loro presenze ai prossimi Campionati europei di calcio che dovrebbero svolgersi in Polonia e in Ucraina a giugno.

Birmania: fine di una dittatura?

Il 1° aprile gli occhi della comunità internazionale erano puntati sulla Birmania e sulle elezioni suppletive che dovevano rinnovare 45 seggi su 664. Il Partito di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la pace e emblema dell’opposizione birmana, la “Lega nazionale per la Democrazia”, ha partecipato alla competizione elettorale, conquistando praticamente tutti i seggi in palio. Una vittoria schiacciante, definita storica e che, se rispettata, potrebbe dar credito alle recenti dichiarazioni di apertura del Governo volte a portare gradualmente la Birmania fuori dal lunghissimo isolamento in cui l’aveva tenuta una giunta militare violenta e predatrice.

L’ONU, il Medio Oriente e la pace

Giornate intense di negoziati all’ONU in questi ultimi giorni di marzo. Sul tavolo due conflitti situati ambedue nel cuore del Medio Oriente.

Bambini ebrei, bambini palestinesi

La tragedia avvenuta in una scuola ebraica in Francia, in cui hanno trovato la morte 4 persone, di cui 3 bambini ha risvegliato l' attenzione sul conflitto israelo palestinese che da decenni è fermo al centro di una delle regioni più instabili del pianeta. Un conflitto che oggi più che mai si trova sul binario morto dei negoziati di pace e su cui non si intravedono spiragli di una possibile soluzione.

Un anno di repressione in Siria

È trascorso esattamente un anno dall’inizio delle manifestazioni contro il regime di Bashar al Assad in Siria. Un anno in cui la repressione, la violenza, i bombardamenti, la tortura e la morte sono state le uniche risposte di un regime senza scrupoli ...

Putin eletto al primo turno con 64% dei voti

Nessuno si faceva illusioni sulla vittoria di Vladimir Putin alla presidenza della Federazione russa. L’unico fragile interrogativo era se questa vittoria sarebbe passata attraverso un secondo turno, cosa che avrebbe aperto uno spiraglio alla prospettiva di un cambiamento nella gestione del potere in senso democratico. E invece le cose sono andate diversamente.

Siria, Iran e la destabilizzazione di una regione

Il braccio di ferro in corso in Siria fra il regime di Bachar al Assad e il suo popolo continua in un crescendo di violenza e di repressione, con un numero di vittime che aumenta ogni giorno e senza il minimo segnale di un possibile sbocco pacifico alla situazione.

Russia e Cina dicono no alla Risoluzione dell’ ONU sulla Siria

Il veto russo e cinese al Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla Risoluzione di condanna del regime siriano era previsto e ha giustamente sollevato un’ondata d’ indignazione fra gli altri paesi e nella comunità internazionale. Non era la prima volta, visto che già nell’ottobre scorso il Consiglio di sicurezza si era piegato di fronte alle intransigenze dei due paesi, restii su tutta la linea a condannare un dittatore che, mentre si votava all’ONU, continuava a massacrare il suo popolo, facendo più di duecento vittime a Homs.

Il difficile accordo all’ ONU sulla Siria

Sono trascorsi ormai dieci mesi da quando sono iniziate in Siria le manifestazioni e le proteste contro il regime di Bachar al Assad, e secondo le ultime stime dell’ONU, le vittime sarebbero più di 5.500.

Anche in Romania scendono in piazza gli indignados

I movimenti di protesta che continuano a serpeggiare in tutta Europa contro le misure di austerità e le ricadute sociali generate da una profonda crisi finanziaria ed economica sono giunti, non senza una certa sorpresa, anche in Romania.

Martin Schultz eletto Presidente del Parlamento Europeo

È consuetudine che a metà legislatura del Parlamento Europeo vi sia un cambiamento di Presidenza. Con 387 voti su 670, il socialista Martin Schultz...

L’Ungheria tra le derive nazionaliste e l’appartenenza all’Unione Europea

Sono ormai trascorsi quasi due anni da quando il partito di destra “Fidesz”, con il Primo Ministro Viktor Orbán, ha vinto le elezioni in...

2011 – L’anno delle rivoluzione e degli indignados

Si è chiuso il 2011, anno di grandi cambiamenti sulla scena internazionale e anno emblematico di importanti anniversari che non hanno ancora finito di...

Caro Presidente, caro Barack,

come ogni fine anno ci si scambiano gli auguri e si formulano speranze per il nuovo anno. Il 2011 è stato un anno carico di avvenimenti nel mondo, ha aperto nuove prospettive sulla scena internazionale e messo in evidenza nuovi attori. Come tanti altri cittadini, anch’io guardo questo mondo in movimento con gli occhi e la mente sempre puntati su due obbiettivi: il primo è il ritorno alla pace, al dialogo e al rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo laddove si combatte e si soffre e il secondo è puntato sulla salute del nostro Pianeta. Come vedi, sono due obbiettivi costantemente alimentati

Rapporto OCSE sul divario salariale fra ricchi e poveri

L'OCSE, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha presentato il 5 dicembre scorso uno studio intitolato "Divided we stand: why inequality keeps...

E intanto il termometro sale …

Si è conclusa a Durban, dopo due settimane di intense discussioni, la 17ma Conferenza della Convenzione-quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Intorno al...

Un segnale per Putin

Le cifre che confermano i risultati delle elezioni legislative che si sono svolte in Russia il 4 dicembre scorso mandano un messaggio chiaro al...

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