Diari d’Europa #151 – Coronavirus e plastica monouso

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Coronavirus e plastica monouso

E’ suonato un ulteriore campanello d’allarme sulla riduzione, nell’Unione Europea, della plastica monouso. In causa l’emergenza coronavirus che ha fermato, e continua a fermare, gli impianti di riciclaggio. Non solo, ma la richiesta stessa di plastica riciclata continua a diminuire, rallentando pericolosamente l’impegno dell’Unione Europea per la progressiva eliminazione e per la salvaguardia dell’ambiente. A complicare ancor più la situazione è l’uso sistematico di mascherine e guanti usa e getta che non hanno ancora trovato una valida sistemazione nella raccolta differenziata.

Secondo un recente rapporto di Zero Waste Europe, l’Europa produce circa 26 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica all’anno, ma meno del 30% viene raccolto per il riciclaggio.

Per non vanificare gli sforzi fatti finora e disincentivare l’uso di imballaggi in plastica monouso, l’Unione Europea ha deciso di introdurre una tassa sulla plastica a partire dal 1° gennaio prossimo. Una tassa dal meccanismo complesso, ma che non potrà sostituire la consapevolezza e l’impegno di tutti i cittadini europei nella lotta per la salvaguardia dell’ambiente e del Pianeta.

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Adriana Longoni
Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.