Una bussola strategica per rafforzare la sicurezza e la difesa dell’UE nel prossimo decennio

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Lunedì 21 marzo il Consiglio europeo ha approvato formalmente la bussola strategica che rappresenta un ambizioso piano per il rafforzamento della politica di sicurezza e di difesa dell’UE entro il 2030.

La bussola strategica offre una valutazione condivisa del contesto strategico in cui l’UE si trova ad operare e delle minacce e sfide che essa deve affrontare. Il documento formula proposte concrete e attuabili, con un calendario di attuazione molto preciso, al fine di migliorare la capacità europea di agire con decisione in situazioni di crisi e di difendere la propria sicurezza e i suoi cittadini.

La bussola copre tutti gli aspetti della politica di sicurezza e di difesa ed è strutturata attorno a quattro pilastri: azione, sicurezza, investimenti e partner.

  • Azione: per essere in grado di agire in modo rapido ed energico quando scoppia una crisi, con i partner se possibile e da soli se necessario l’UE darà vita ad una forza di 5 mila militari con capacità di dispiegamento rapido nei diversi contesti di crisi e 200 esperti di missioni PSDC (politica di sicurezza e di difesa comune) equipaggiati entro 30 giorni, condurrà esercitazioni periodiche terrestri e navali, rafforzerà la mobilità militare e le missioni PSDC, sfrutterà appieno lo strumento europeo per la pace per sostenere tutti i partner.
  • Sicurezza: al fine di rafforzare la sua capacità di anticipare, scoraggiare e rispondere alle minacce e alle sfide che possono emergere repentinamente, e contemporaneamente salvaguardare i propri interessi di sicurezza, l’UE potenzierà le sue capacità di intelligence, creerà un pacchetto di strumenti e gruppi di risposta contro le minacce ibride e migliorerà quello di strumenti della diplomazia informatica istituendo una politica europea in materia di ciberdifesa e contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze di attori stranieri, svilupperà una strategia spaziale dell’UE per la sicurezza e la difesa e rafforzerà il suo ruolo quale attore della sicurezza marittima.
  • Investimenti: gli Stati membri si impegneranno ad aumentare in modo sostanziale le spese per la difesa e a rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa europea procedendo ad uno scambio in merito agli obiettivi nazionali in materia di aumento e miglioramento della spesa per la difesa, incentivando i membri ad investire congiuntamente in assetti strategici e capacità di prossima generazione per operare a terra, in mare e in aria, nonché nel ciberspazio e nello spazio extra-atmosferico e a potenziare l’innovazione tecnologica per la difesa al fine di colmare le lacune strategiche e ridurre le dipendenze tecnologiche e industriali.
  • Partner: per poter affrontare meglio le minacce e le sfide comuni l’UE rafforzerà la cooperazione con i suoi partner strategici quali la NATO, l’ONU e i partner regionali, tra cui l’OSCE, l’UA e l’ASEAN, svilupperà inoltre partenariati bilaterali mirati con paesi e partner strategici come gli Stati Uniti, il Canada, la Norvegia, il Regno Unito, il Giappone e altri, oltre a partenariati su misura nei Balcani occidentali, nel vicinato orientale e meridionale, in Africa, in Asia e in America latina, rafforzando il dialogo e la cooperazione, promuovendo la partecipazione a missioni e operazioni PSDC e sostenendo lo sviluppo di capacità tattiche.

Per approfondire: Il comunicato del Consiglio europeo

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