Strategia per l’infanzia del Consiglio d’Europa

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Tre anni dopo aver adottato il programma «Costruire un’Europa per e con i bambini» il Consiglio d’Europa ha voluto rilanciare la necessità   di creare una strategia europea per l’infanzia organizzando una Conferenza ad alto livello svoltasi a Stoccolma.
«àˆ giunto ora il momento di passare alla tappa seguente. La Strategia di Stoccolma è uno strumento strategico per un’Europa a misura di bambino. Concentrando i nostri sforzi a livello europeo, sono convinta che possiamo creare un’Europa più sicura, migliore e a portata di tutti i nostri bambini. Ma non bisogna aspettare domani. àˆ uno sforzo che deve essere fatto oggi» ha dichiarato Maud de Boer-Buquicchio, vicesegretario generale del Consiglio d’Europa.
Secondo il ministro svedese della Salute e degli Affari sociali, Gà ¶ran Hà ¤gglund, una delle missioni più importanti che un responsabile politico puಠportare a termine è quella di «creare e promuovere le condizioni atte a permettere ai bambini di crescere in sicurezza», cosa fattibile agendo a livello familiare, locale e nazionale ma anche europeo, perchà© «le condizioni di vita e i diritti dei bambini rientrano tra le questioni primordiali per il futuro d’Europa».
La Strategia di Stoccolma, lanciata durante la Conferenza, mira a rafforzare per il periodo 2009-2011 il lavoro sui diritti dei bambini che sarà   portato avanti nei 42 Stati membri del Consiglio d’Europa. Si tratta di una Strategia che interessa cinque grandi aree: la presa in considerazione trasversale dell’interesse superiore del bambino nelle decisioni politiche, anche attraverso un sito web che contiene informazioni facilmente accessibili; la cooperazione tra i Paesi europei per lottare contro tutti i tipi di violenza nei confronti dei giovani, contro le punizioni corporali inflitte ai bambini, lo sfruttamento sessuale, la violenza dettata dai codici d’onore e la tratta di bambini; il consolidamento della partecipazione dei bambini; un’azione specifica a favore dei bambini che, per diverse ragioni, sono separati dai loro genitori, dei bambini disabili, dei bambini finanziariamente e socialmente a rischio, dei bambini che appartengono a minoranze nazionali e dei figli di profughi; una posizione più solida per i bambini nell’amministrazione della giustizia, affinchà© la prospettiva del bambino costituisca un principio guida per l’elaborazione di nuove leggi.

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