Rapporto annuale sulla sicurezza alimentare e nutrizione nel mondo

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Il 21 aprile scorso, Unione europea, agenzie dell’ONU e altre organizzazioni hanno pubblicato, congiuntamente, il rapporto globale sulle crisi alimentari.

Il rapporto evidenzia dati preoccupanti, i più alti dalla prima edizione del rapporto, datata 2017. Infatti, indica che, alla fine del 2019, ben 135 milioni di persone residenti in 55 paesi (più di metà in Africa, ma anche in Medio Oriente, Asia, America Latina e Caraibi) hanno avuto un’insicurezza alimentare acuta. Ciò significa che l’impossibilità di consumare cibo sufficiente espone una persona a pericolo immediato ed è considerata insicurezza più grave rispetto alla fame cronica. In più, in questi 55 paesi, 75 milioni di bambini sono stati afflitti da rachitismo e 17 milioni soffrono di deperimento nel 2019.

Inoltre, 183 milioni di persone sono state classificate in condizioni di stress, cioè quella fase in cui si è al limite della fame acuta e si rischia di peggiorare la situazione con l’avvento di elementi di shock o di stress, come il Covid-19.
I principali fattori che hanno portato all’insicurezza alimentare sono stati i conflitti (per 77 milioni di abitanti), le condizioni meteorologiche estreme (per 34 milioni) e le turbolenze economiche (per 24 milioni).

Questo rapporto è la pubblicazione di punta della Rete Globale contro le crisi alimentari (cerca di coordinare le iniziative per affrontare, in modo sostenibile, le cause alla base della fame nel mondo) ed è sostenuta dalla rete di informazione sulla sicurezza alimentare (FSIN).

Per saperne di più: il comunicato della Commissione

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