Pacchetto d’autunno: approvate le priorità economiche e sociali per il 2019

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A seguito dell’adozione del “pacchetto d’autunno”, da parte della Commissione, ora il Consiglio è chiamato ad esaminare e ad approvare gli orientamenti proposti; successivamente verrà avviato un dibattito con il Parlamento europeo e con i soggetti interessati sulle priorità politiche per l’UE e per la zona euro

Come ogni anno, la Commissione europea definisce le priorità economiche e sociali dell’UE per il prossimo anno e presenta i pareri sui documenti programmatici di bilancio: quest’anno la relazione sul meccanismo d’allerta mette in evidenza che saranno almeno 13 gli Stati membri (Bulgaria, Croazia, Cipro, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Grecia e Romania) oggetto di un esame approfondito per il prossimo anno poiché, ad oggi, presentano rischi di uno squilibrio macroeconomico.

Nell’ambito del semestre europeo, la Commissione ha evidenziato la situazione economica a seguito dell’analisi annuale della crescita per l’anno successivo e valuta i progressi compiuti: quest’anno il ciclo di coordinamento delle politiche economiche e sociali del semestre europeo per il 2019 mostra una crescita moderata in un clima, però, di notevole incertezza. Gli obiettivi posti per l’anno venturo si pongono in continuità con gli obiettivi degli anni precedenti e riguardano quelli che promuovono una crescita inclusiva e sostenibile, nonché la creazione di posti di lavoro e il rafforzamento della solidità delle economie degli Stati membri.

L’esigenza che si pone a livello UE punta al rafforzamento delle iniziative volte alla realizzazione dell’Unione economica e monetaria, l’approfondimento del mercato unico e l’attuazione dei principi stabiliti dal pilastro europeo dei diritti sociali; mentre, l’esigenza che si pone a livello nazionale attiene all’ampliamento delle riserve di bilancio e alla riduzione del debito, nonché all’indirizzo degli investimenti e delle riforme strutturali verso politiche che favoriscano la produttività, il potenziale di crescita, la stabilità macroeconomica e la capacità istituzionale.

Sulla scorta degli sforzi fatti lo scorso anno e sulle base delle favorevoli condizioni, gli Stati membri sono invitati ad intraprendere una decisa azione per conseguire una crescita inclusiva e sostenibile: ad oggi, infatti, gli Stati membri sono messi in condizioni favorevoli che permettono di raggiungere livelli di crescita elevati, fondati su basi solide e che favoriscano la crescita e l’occupazione, così come indicato nel progetto di relazione comune sull’occupazione; nonostante i complessivi elementi positivi di crescita, il debito, però, continua ad assestarsi ad alti livelli, sicché deve essere priorità degli Stati membri aumentare le riserve di bilancio per far fronte alla prossima recessione.

Nell’ambito dei controlli sul patto di stabilità e crescita, Italia, Ungheria e Grecia risultano destinatari di misure da parte della Commissione: nel caso dell’Italia è stata riscontrata la non conformità con il criterio del debito; l’Ungheria e la Romania, invece, non hanno posto in essere misure idonee a correggere la deviazione significativa per permettere il raggiungimento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine; infine, la Grecia ha presentato la relazione a seguito del periodo di sorveglianza rafforzata e, se la seconda valutazione sarà positiva, verranno attivate importanti misure per la procedura del debito concordato.

In conclusione, le azioni proposte intendono creare le condizioni per una duratura stabilità macrofinanziaria e per sostenere la competitività dell’UE a lungo termine, il che, a sua volta, permetterà di gettare le basi per creare più posti di lavoro di qualità e per promuovere una maggiore equità sociale e migliori condizioni di vita per i cittadini europei.

Per approfondire: il comunicato stampa

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