Nasce l’Unione per il Mediterraneo

1566

Lanciato circa un anno fa dal presidente francese Nicolas Sarkozy, il progetto di Unione per il Mediterraneo è stato ufficialmente varato in occasione del Vertice di Parigi e intende consolidare e far progredire la cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo.
«Abbiamo sognato tanto e ora il sogno diventa realtà  » ha dichiarato Sarkozy, aggiungendo: «àˆ stato un grande onore avere tutti i Paesi delle due sponde, uno straordinario consesso, gli arabi erano seduti assieme a Israele ed è stato un grande momento». Il presidente francese ha poi precisato che la Conferenza si terrà   ogni due anni, mentre i ministri degli Esteri si riuniranno ogni anno.
L’Unione, che riunisce 44 Stati d’Europa e del Mediterraneo, le istituzioni comunitarie e le organizzazioni regionali, nasce con l’obiettivo di dare un nuovo impulso al partenariato euromediterraneo, riprendendo le realizzazioni del Processo di Barcellona inaugurato tredici anni fa ma spingendone più avanti le ambizioni e sviluppandone il funzionamento e gli strumenti di azione. Tre principi sono alla base del progetto: una mobilitazione politica al più alto livello con Vertici di capi di Stato e di governo ogni due anni; una governance su base egualitaria incarnata da una copresidenza nord-sud e una segreteria permanente paritaria; una priorità   data ai progetti concreti di dimensione regionale creatori di una solidarietà   di fatto.
Mentre nel Processo di Barcellona la direzione politica è sempre stata della presidenza di turno dell’UE, che convocava le riunioni ministeriali e decideva l’agenda, e sempre legato a Bruxelles era lo strumento finanziario costituito dal Fondo per il Mediterraneo della la Banca Europea d’Investimenti (BEI), con l’Unione per il Mediterraneo i Paesi del sud e quelli del nord dovrebbero avere lo stesso potere d’iniziativa e di decisione: l’Unione avrà   infatti una doppia presidenza nord-sud a rotazione biennale e un segretariato permanente. Le prime presidenze spettano a Francia ed Egitto.
Per i progetti comuni, le indicazioni prioritarie riguardano: pulizia del Mediterraneo entro il 2020, collegare tutti i Paesi del bacino con le «autostrade del mare», sfruttare l’energia solare e creare una protezione civile comune per rispondere alle numerose emergenze dell’area (immigrazione illegale, affondamenti di petroliere), creare un’agenzia di sviluppo tra le piccole e medie imprese.
Entro breve tempo dovrebbe poi nascere dalla BEI la Banca del Mediterraneo, che finanzierà   i progetti principali e gestirà   i risparmi dei Paesi dell’Unione.

Approfondisci

Articolo precedenteRaccolti 1,2 miliardi di euro per il Kosovo
Articolo successivoBarroso fiducioso sul Trattato di Lisbona

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here