L’UE mobilita l’assistenza di emergenza per la Croazia all’indomani del devastante terremoto

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Lo scorso 30 dicembre è stato attivato il meccanismo della protezione civile europea per assistere la Croazia, all’indomani di un terremoto di magnitudo 6.4, facendo seguito ad una richiesta delle autorità croate il 29 dicembre. Lo stesso giorno, la Vicepresidente della Commissione Europea, Dubravka Šuica, di origini croate, e il Commissario europeo per la gestione delle crisi, Janez Lenarčič, di origini slovene, sono arrivati in Croazia, dove hanno incontrato il primo ministro, Andrej Plenković.

Il commissario Lenarčič ha dichiarato “sono arrivato oggi in Croazia per assicurare al popolo croato che l’Unione Europea è pienamente solidale con loro. Il nostro Centro di coordinamento di risposta alle emergenze continuerà a mobilitare assistenza immediata. Il mio pensiero va a tutte le persone colpite, e ai primi coraggiosi soccorritori sulla scena, che stanno facendo del loro meglio, per aiutare le persone bisognose.”

La vice presidente Šuica ha aggiunto: “Il 2020 è stato davvero un anno difficile. Mentre piangiamo i morti e pianifichiamo la ricostruzione, dobbiamo anche imparare a mitigare l’impatto di queste tragedie, laddove possibile. Anche se la natura non può essere controllata, possiamo studiare come e dove le persone vivono; dobbiamo applicare ciò che stiamo imparando nel mio lavoro sulla demografia, per aiutare le persone a sfruttare al massimo le opportunità a loro disposizione.”

L’assistenza immediata alle popolazioni colpite, offerta da nazioni europee (Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Portogallo, Romania, Repubblica Slovacchia, Svezia) ed extra – europee (come la Turchia), include container abitativi, tende invernali, sacchi a pelo, letti e stufe elettriche. 

Il Centro europeo di coordinamento delle risposte alle emergenze, infine, è in contatto regolare con le autorità croate, per monitorare da vicino la situazione e incanalare l’ulteriore assistenza europea.

Per approfondire: il comunicato della Commissione

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