L’UE e gli obiettivi della transizione energetica al 2040

71

Si aggiunge un nuovo tassello nel percorso verso la neutralità climatica che dovrebbe portare, nel 2050, l’Unione europea ad essere ad “emissioni zero” in conformità agli accordi di Parigi.
Proprio mentre sembrano scricchiolare, sotto il peso della ricerca di consensi in vista della campagna elettorale in corso, alcuni degli impegni assunti nell’agenda “Fit for 55”, che definisce i target di riduzione delle emissioni al 2030, la Commissione europea ha pubblicato una valutazione d’impatto mirata a definire gli obiettivi intermedi per l’anno 2040.
Rispetto ai valori del 1990, secondo la Commissione l’UE dovrà portare il tasso di riduzione dal 55% attualmente previsto per il 2030 ad almeno il 90% per l’inizio del decennio successivo.
Un obiettivo necessariamente ambizioso che presuppone indispensabilmente il raggiungimento dei livelli-target per il 2030, senza il quale il cammino si farebbe decisamente impervio. Altrettanto ambiziose saranno le risorse che tale cammino richiederà ma ben più alti si prospettano i costi dell’inazione che l’UE si troverebbe a sostenere i caso contrario: i danni causati dagli eventi climatici all’economia europea negli ultimi cinque anni ammontano, infatti, a circa 170 miliardi di euro e entro la fine del secolo si prevede, in assenza di politiche adeguate, una contrazione di 7 punti di Pil.
Sarà la prossima legislatura a tradurre quest’agenda politica in puntuali proposte di provvedimento; nell’attesa, oltre ad avviare il dialogo con i portatori di interesse, la Commissione ha individuato alcuni dei possibili elementi chiave del percorso, tra i quali figurano: l’attuazione di un piano di decarbonizzazione industriale che consenta di incrementare la quota prodotta in loco di quei beni (es. batterie) che saranno indispensabili alla transizione; l’attenzione ai profili di giustizia sociale; la completa decarbonizzazione del settore energetico, prevista intorno al 2040; l’investimento in tecnologie di assorbimento del carbonio.

Per approfondire: il comunicato della Commissione europea

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here