Lo sviluppo sostenibile come priorità dell’UE secondo il Comitato Economico e Sociale Europeo

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In occasione della sessione plenaria di ottobre, il Comitato Economico e Sociale Europeo ha sottolineato come lo sviluppo sostenibile dovrebbe essere al centro dell’azione dell’Unione Europea, spronando la nascente Commissione a disegnare una strategia comune fino al 2050 per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dalle Nazioni Unite.

Il Comitato Economico e Sociale Europeo ha così risposto positivamente all’appello della Presidente della Commissione Europea in pectore, Ursula Von Der Leyen, per l’organizzazione di una Conferenza sul Futuro dell’Europa, invitando l’UE a sviluppare le sue politiche attorno ad alcune specifiche priorità:

  • Il rinnovato impegno per la lotta per l’ambiente e contro i cambiamenti climatici deve essere accompagnato in parallelo da misure dal carattere sociale, poiché una efficace transizione ecologica non può prescindere da investimenti per l’inclusione e la protezione sociale.
  • Il mercato unico europeo, il cuore del progetto di integrazione comunitario, deve essere rafforzato e completato attraverso la creazione del mercato digitale unico, al fine di promuovere l’innovazione e la creazione di nuovi posti di lavoro.
  • La difesa dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto deve essere rilanciata per proteggere i cittadini europei e le loro libertà fondamentali. La narrativa sui flussi migratori deve essere ribaltata, considerando questi ultimi non come una minaccia, bensì come un’opportunità per il modello economico e sociale europeo.
  • La posizione internazionale dell’Unione Europea deve essere rafforzata, all’interno di un quadro di pieno sostegno al multilateralismo, al diritto umanitario internazionale ed all’attività delle organizzazione internazionali.
  • La struttura di governance a livello europeo deve attribuire maggior peso al lavoro del Parlamento Europeo e deve essere ulteriormente aperta a contributi esterni da parte della società civile, con la quale è possibile costruire un dialogo fruttuoso anche grazie al lavoro di intermediazione del Comitato Economico e Sociale Europeo.

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