L’importanza del Piano Juncker

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Dal 2015, un contribuito alla rinascita economica europea.

Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), comunemente denominato Piano Juncker, si sta rivelando un progetto di ampie vedute e di notevole successo, capace di dare una spinta non indifferente all’economia europea, dopo anni di recessione dovuti alla crisi del 2008.

Infatti, secondo gli ultimi calcoli del Centro comune di ricerca (JRC), il PIL dell’UE è aumentato dello 0,9% e si sono registrati 1,1 milioni di posti di lavoro in più rispetto allo scenario iniziale, anche grazie ai fondi erogati dalla Banca europea degli investimenti (BEI), appoggiata dal FEIS; inoltre, sempre lo JRC prospetta che, entro il 2022, il PIL dell’UE crescerà dell’1,8% ed i nuovi posti di lavoro raggiungeranno quota più 1,7 milioni.

I funzionari dell’attuale Commissione europea si dicono soddisfatti dei risultati raggiunti dal Piano Juncker che avrà, all’interno dell’UE, effetti positivi anche sul lungo periodo (si stima che possa portare vantaggio ancora nel 2037).

Beneficiarie del FEIS sono state oltre un milione tra start-up e piccole imprese, dislocate in tutti i 28 paesi dell’UE, che hanno ricevuto la maggior parte dei fondi da investimenti privati (circa il 70%). In più, attraverso il Piano Juncker è stato possibile perseguire importanti obiettivi europei, quali le politiche per il clima (per cui sono stati stanziati circa € 90,7 miliardi), per il sociale e per i trasporti. Numerosi progetti sono decollati grazie alla creazione di un polo (European Investment Advisory Hub) e di un portale (European Investment Project Portal), che hanno fatto rete e messo in collegamento i promotori dei progetti stessi e gli investitori.

Per dare respiro e continuità al Piano Juncker, il 18 aprile 2019 il Parlamento europeo ha approvato il programma InvestEU. 

Per approfondire: il comunicato della Commissione europea

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