L’Europa si batte per mettere fine alle mutilazioni genitali femminili

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Il 6 febbraio si è celebrata la Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili. L’Unione Europea si batte da anni per mettere fine a questo crimine barbaro, che colpisce ancora troppe bambine e ragazze in tutto il mondo, secondo le ultime stime più di 200 milioni di ragazze sono state vittime di mutilazioni genitali, di cui 500 mila in Europa. Questo crimine è portato avanti, come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per nessuna ragione medica, ma solo per ragioni culturali e religiose; esso costituisce un vero e proprio abuso e violenza contro le bambine e le donne, con pesanti conseguenze fisiche e psicologiche. La mutilazione genitale femminile è riconosciuta come un crimine dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica ed è stata tra le priorità principali del Piano d’azione UE sui diritti umani e la democrazia 2014-2019, che prevedeva azioni concrete e specifiche quali un programma congiunto per il contrasto di questa pratica in 17 paesi partner, con uno stanziamento di 11 milioni di euro.

La prevenzione di ogni tipo di violenza di genere e la protezione delle vittime sono punti centrali del programma della Presidente Ursula von der Leyen, al momento l’Unione sta finanziando sette progetti in Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Germania. Inoltre l’Europa pone tra gli obiettivi fondamentali nei dialoghi con i paesi partner l’estirpazione della pratica della mutilazione genitale femminile, e questo include l’adozione di leggi che prevengano e condannino questa violenza, progetti di prevenzione, protezione, consapevolezza delle conseguenze e conoscenze scientifiche e mediche.

Resta, però, ancora molto da fare, sottolineano l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell, la vicepresidente delle politiche sui valori e la trasparenza Věra Jourová, la commissaria europea all’Uguaglianza Helena Dalli e la commissaria europeo per le partnership internazionali Jutta Urpilainen, riuniti il 6 febbraio per riaffermare la ferma condanna dell’Europa nei confronti di questa violazione dei diritti di ragazze e donne, che nessuna tradizione, cultura o religione può giustificare.

Per saperne di più: il comunicato della Commissione

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