
La Commissione Europea ha confermato lo stanziamento di 458 milioni di euro in aiuti umanitari per il 2026, destinati a Palestina, Libano, Siria, Giordania ed Egitto. In un momento in cui i principali donatori internazionali riducono il proprio supporto e il diritto internazionale umanitario subisce pressioni senza precedenti, l’UE si pone come baluardo per garantire assistenza a milioni di persone colpite da conflitti e instabilità.
Si sono stanziate le risorse in base alle urgenze dei singoli territori: la quota più consistente, pari a 210 milioni di euro, è destinata alla Siria, dove oltre un anno dopo la fine del regime di Assad si contano ancora 16,5 milioni di persone prive di mezzi di sussistenza e infrastrutture di base. Parallelamente, 124 milioni sono stati riservati alla Palestina per sostenere oltre 3,3 milioni di civili tra Gaza e la Cisgiordania, stremati dalla malnutrizione e da un sistema sanitario ormai al collasso.
L’intervento europeo risponde con decisione anche all’aggravarsi della situazione in Libano, mobilitando 100 milioni di euro e un “ponte aereo umanitario” per assistere gli 800.000 sfollati causati dagli attacchi aerei israeliani del marzo 2026. Il quadro si completa con il sostegno a Giordania (15,5 milioni) ed Egitto (8 milioni), Paesi chiave nell’accoglienza dei profughi in fuga dai conflitti in Sudan e a Gaza.
L’erogazione degli aiuti avviene in un clima di estrema difficoltà logistica e violazioni del diritto internazionale. Il pacchetto, che include una mobilitazione di 67,5 milioni di euro dalla Riserva di Aiuto d’Emergenza (ancora in attesa di approvazione finale), verrà gestito attraverso la rete delle agenzie ONU e ONG. Ogni operazione resta strettamente vincolata ai principi di neutralità, imparzialità e indipendenza, con l’unico obiettivo di rispondere alle reali necessità delle popolazioni colpite. Per saperne di più: EU announces €458 million in humanitarian aid for the war-torn Middle East











