Lettera alla Cancelliera tedesca

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CARA ANGELA,

scrivo a te perchà© da tempo non credo più a Babbo Natale e, mai e poi mai, mi sognerei adesso che tu possa prenderne il posto per regalare qualcosa all’Europa e all’Italia.
E non solo perchà© proprio non mi sembri una che regala alcunchà©, ma anche perchà© non di regali abbiamo bisogno ma soltanto che vengano rispettati i patti contratti dal tuo grande Paese con gli altri Stati dell’Unione Europea.
E’ una storia vecchia. Senza voler andare più in là   nel tempo, il primo patto il tuo Paese l’ha firmato poco dopo la tragedia della seconda guerra mondiale aderendo, sessant’anni fa, alla Comunità   europea del carbone e dell’acciaio per consolidare una pace da sempre minacciata sulla frontiera del Reno.
Quel patto è stato rafforzato prima col Trattato di Roma nel 1957 e poi a Maastricht appena vent’anni fa quando, all’indomani della riunificazione della Germania, il tuo Paese ha fatto la scelta per te dolorosa della rinuncia al «re marco» per un più «democratico euro», intrecciando i nostri rispettivi interessi per rassicurare l’Europa che mai più ci saremo massacrati l’un l’altro e insieme avremo costruito un’Unione più grande. Insieme lo abbiamo fatto, ampliando il tuo e nostro mercato a est e anche un po’ dimenticando di rafforzare la coesione nell’area mediterranea.
Tu Angela, quando sei arrivata al governo del tuo Paese ci hai fatto un po’ sognare: una donna alla testa della Germania, un’allieva apprezzata di Helmut Kohl che ti chiamava affettuosamente «das maedchen», «la ragazza» venuta dall’est, chiamata a proseguire nella grande tradizione europeista del tuo partito, quello di Adenauer e di Kohl.
Poi è venuta la crisi, la stagione in cui si misura la tenuta della solidarietà   tra partners, e qualcosa ha cominciato a scricchiolare e abbiamo visto a poco a poco sfumare le figure dei giganti che ti avevano preceduto.
E’ vero: anche per te i tempi sono duri, di elezione in elezione vai perdendo consensi e sei preoccupata per l’appuntamento elettorale che ti aspetta nel 2013 e che potrebbe toglierti la responsabilità   della Cancelleria tedesca. Un po’ come sta capitando in Francia al tuo collega Sarkozy: lui è messo anche peggio per le elezioni presidenziali dell’anno prossimo e si agita tanto per farci credere che avete ricostruito il mitico asse franco-tedesco al quale tanto deve l’Europa della seconda metà   del secolo scorso, ma poco o niente l’UE di questi nostri tempi difficili.
Non ci è piaciuto come hai trattato nel corso della crisi la piccola Grecia, appena il 2% del PIL dell’UE, condannandola a un fallimento che tutti insieme si poteva evitare. E’ vero che aveva truccato i conti, ma nà© la Germania nà© la Francia avevano tutte le carte in regola, dopo avere infranto nel 2003 proprio quelle regole del Patto di stabilità   sul quale adesso volete immolare i Paesi in difficoltà  .
Adesso hai proposto un nuovo patto, quell’Unione di bilancio che forse ha avuto il merito di imbarazzare la Gran Bretagna ma non sembra aiutare l’UE ad uscire dalla crisi finanziaria dentro la quale sono immerse anche le tue banche. Se non vuoi fare niente per i Paesi dell’UE in difficoltà  , fai qualcosa per il tuo grande Paese che esporta molto nei Paesi europei, legati con la Germania nella stessa moneta.
Non possiamo pensare che proprio tu, accolta da fuori dell’Europa dei Dodici, possa avere nostalgia per il marco occidentale che nella Germania dell’est non avevi e che possa rinunciare al nostro patto di solidarietà   imperniato sull’euro, oggi a 17 e domani almeno a 26, se non di più.
Solo questo regalo ti chiediamo: ti voler bene al tuo grande Paese, difenderlo da pericolose tentazioni e onorare la memoria dei Padri fondatori dell’Europa, che sono anche stati i Padri della pacificazione del nostro continente.

1 COMMENTO

  1. Che bella “letterina”! e con quale chiarezza vengono ricordati alla Merkel i suoi obblighi verso i maestri, verso il suo paese e verso la UE.
    Come sempre è un picere leggere quanto scrivi e sentire di condividere tutto ciò che dici.
    Buone feste!

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